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UNICEF e COP26, non dimentichiamoci dei bambini

UNICEF: “La COP26 deve essere la COP per i bambini”. Secondo il rapporto dell’UNICEF The Children’s Climate Risk Index’ (CCRI) quasi ogni bambino sulla terra è esposto ad almeno un rischio climatico e ambientale, come ondate di calore, cicloni, inquinamento atmosferico, inondazioni e carenza d’acqua

La COP26 deve essere la COP per i bambini”, ha detto il Direttore generale dell’UNICEF Henrietta Fore. “Il cambiamento climatico è una delle più grandi minacce che questa generazione deve affrontare, con 1 miliardo di bambini a rischio altissimo. Eppure, mentre le prospettive sono terribili, i leader mondiali al COP26 hanno un’opportunità significativa e tempestiva per riorientare il terribile cammino che stiamo percorrendo. Possono farlo impegnandosi a rafforzare la resilienza dei servizi da cui dipendono i bambini, e tagliando le emissioni più velocemente e più a fondo. Il futuro di miliardi di bambini dipende da questo”.

Josefin Poucú, in Cobán, Alta Verapaz, Guatemala. © UNICEF/UN0370118/Mussapp

La crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini

Circa un miliardo di bambini – quasi la metà dei bambini del mondo – vive in 33 paesi classificati nell’Indice come “a rischio estremamente elevato”.

Questi bambini affrontano una combinazione letale di esposizione a molteplici shock climatici e ambientali con un’alta vulnerabilità dovuta a servizi essenziali inadeguati, come acqua e servizi igienici, sanità e istruzione.

Si stima che 850 milioni di bambini – oltre un terzo di tutti i bambini – vivano in aree in cui si sovrappongono almeno quattro degli shock climatici e ambientali, e ben 330 milioni di bambini vivono in aree colpite da ben cinque grandi shock climatici.

Children attending class at the renewed Koranic school, in Bol, in the West of Chad. The renewed Koranic school is an alternative education offer for girls and boys who are out of school and or who only attend traditional Koranic schools. The school welcomes children with a basic level in reading and writing in Arabic. The school is constructed and teachers are contracted with the support of UNICEF. For every child, education. © UNICEF/UN0469102/Dejongh

I bambini dei paesi che contribuiscono meno al cambiamento climatico ne subiscono le maggiori conseguenze. I 33 paesi ad altissimo rischio emettono collettivamente il 9% delle emissioni di CO 2. I 10 paesi a più alto rischio emettono collettivamente solo lo 0,5% delle emissioni globali.

Migliorare i servizi essenziali significa prendersi cura dei bambini

Migliorare la resilienza dei servizi chiave da cui dipendono i bambini è spesso il miglior investimento per ridurre i rischi che affrontano.

L’accesso a servizi idrici, sanitari e igienici resilienti riduce i rischi per 415 milioni di bambini.
Servizi sanitari ‘intelligenti’ dal punto di vista climatico riducono i rischi per 460 milioni di bambini.
Scuole e sistemi educativi resilienti riducono i rischi per 275 milioni di bambini.
E reti di sicurezza sociale sensibili al clima riducono i rischi per 310 milioni di bambini.

La presenza dell’UNICEF alla COP26


L’UNICEF è presente alla COP26 per assicurare che la crisi climatica sia riconosciuta come una crisi per i bambini e i loro diritti, per promuovere approcci per diminuire il rischio climatico per coloro che sono più vulnerabili.

Occorre sostenere la partecipazione dei bambini e dei giovani alla COP26 come parte degli sforzi per sostenere la partecipazione dei bambini e dei giovani nel processo decisionale sul clima.

Il cambiamento climatico rappresenta una grave minaccia per la salute, la nutrizione, l’istruzione, lo sviluppo, la sopravvivenza e il potenziale futuro dei bambini e dei giovani.

On 22 October 2021 in Stockholm, Sweden, climate activists take part in a Fridays for Future global strike.© UNICEF/UN0543480/Åslund

Rispetto agli adulti, i bambini richiedono più cibo e acqua per unità di peso corporeo, sono meno capaci di sopravvivere a eventi meteorologici estremi e sono più esposti alle sostanze chimiche tossiche, ai cambiamenti di temperatura e alle malattie, tra gli altri fattori.

Le generazioni attuali e future di bambini dovranno navigare in un futuro incerto in cui l’attuale modello di crescita che lega lo sviluppo economico allo sfruttamento ambientale non è più praticabile.

L’azione alla COP26 è fondamentale. L’UNICEF chiede ai governi di:

Aumentare gli investimenti per l’adattamento climatico e la resilienza nei servizi chiave per i bambini.
Ridurre le emissioni di gas serra.
Includere i giovani in tutti i negoziati e le decisioni sul clima.

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