Le zone umide d’importanza internazionale in Italia, inserite nell’elenco ufficiale di siti della Convenzione di Ramsar, sono 61, distribuite in 15 regioni, per un totale di 78.385 ettari.
Oggi, 2 febbraio, ricorre in tutto il mondo la Giornata Mondiale delle Zone Umide (World Wetlands Day). Nel 1971 venne firmata la Convenzione internazionale di Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale e, da allora, la data viene ricordata per sensibilizzare sulla grande importanza delle zone umide per le persone e per il pianeta.
Per comprendere l’importanza della firma, va detto che la Convenzione è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questi particolari ecosistemi.
Il tema della Giornata di quest’anno è “Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale“, con l’obiettivo di sottolineare il ruolo senza tempo delle conoscenze tradizionali nel sostenere gli ecosistemi delle zone umide e preservare l’identità culturale.
Cosa sono le zone umide e quale il loro ruolo nel nostro ecosistema
Ma cosa si intende esattamente con zone umide? Possiamo fare riferimento alla definizione che ne dà il WWF: “sono aree temporaneamente o permanentemente allagate”. Quindi ecosistemi naturali con la caratteristica della presenza di acqua, che sia dolce o salmastra e proveniente da fonti naturali come piogge, fiumi o falde oppure da inondazioni stagionali o maree. Nasce così una vegetazione tipica fatta di canneti, alberi di mangrovie e piante acquatiche.
La Convenzione di Ramsar ricomprende nella definizione: paludi, acquitrini, torbiere, laghi, fiumi e aree costiere, sia naturali che artificiali.
La loro importanza ecologica sta innanzitutto nel fornire habitat ideali ed essenziali per molte specie di uccelli acquatici, pesci e piante. Sono ecosistemi che agiscono come spugne, assorbendo l’acqua durante le piogge intense e rilasciandola lentamente, riducendo il rischio di inondazioni e mantenendo i livelli delle falde acquifere.
Ugualmente importante per la salvaguardia ambientale è la capacità di trattenere e immagazzinare carbonio, dando così un contributo importante alla lotta ai cambiamenti climatici.
Le zone umide oggi in Italia
Le zone umide d’importanza internazionale ad oggi inserite nell’elenco ufficiale di siti della Convenzione di Ramsar per l’Italia sono 61, distribuite in 15 regioni, per un totale di 78.385 ettari.
Il Ministero ha elaborato una tabella che riporta l’elenco completo dei siti, in ordine cronologico di designazione a partire dal 1976 fino al 2021, compresi anche ulteriori 5 siti individuati dai Decreti Ministeriali nel 2011, 2013 (in Sicilia e Toscana), attualmente in attesa di designazione ufficiale da parte del Segretariato della Convenzione.
Fra i 9 criteri di valutazione dell’importanza delle zone umide, la Convenzione di Ramsar ne indica due che si basano specificamente sugli uccelli acquatici: i siti regolarmente frequentati da almeno 20000 individui (criterio 5) o da almeno l’1% di una specie, sottospecie o popolazione (criterio 6), sono da considerare di importanza internazionale. Gli ulteriori 7 criteri sono:
I censimenti degli uccelli acquatici svernanti (International Waterbird Census) in Italia sono coordinati da ISPRA.
Questi si sono svolti dal 6 al 25 gennaio in più di 2000 zone umide. Il progetto si avvale di una rete di oltre 500 rilevatori esperti e circa 1500 collaboratori, distribuiti in tutto il Paese.
Con oltre 30 anni di attività continuativa sull’intero territorio nazionale i censimenti IWC sono uno dei più longevi progetti di studio italiani, sicuramente il primo per capillarità e regolarità della copertura a livello geografico.