Basta mascherine usa e getta: pediatri italiani e ZeroWaste lanciano il monito

L’Associazione Culturale Pediatri (Acp) ha deciso di aderire all’iniziativa di ZeroWaste Italia ed Europa contro l’utilizzo delle mascherine monouso: una mobilitazione nazionale prevista per il 30 e 31 ottobre a favore dell’uso delle mascherine lavabili considerate a spreco zero

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Via l’obbligo per le mascherine chirurgiche a scuola.

I medici pediatri di Acp si sono uniti all’appello dell’associazione ZeroWaste Italy e Europe nel promuovere una campagna di sensibilizzazione al dissenso verso l’utilizzo delle mascherine monouso negli ambienti scolastici.

Anche l’OMS ha specificato nelle proprie linee guida che le mascherine lavabili sono adeguate alla protezione in setting non sanitari perché possono essere riutilizzate opportunamente dopo un normale lavaggio in lavatrice a 60° e utilizzando un normale sapone da bucato.

Questo il messaggio di Elena Uga, Laura Reali e Giacomo Toffol dell’Associazione Culturale Pediatri (Acp) che, in collaborazione con Beta Cooperativa Sociale, Extinction Rebelllion, Parents for Future Italia e Movimento per la Decrescita Felice, hanno deciso di aderire alla mobilitazione nazionale di ZeroWaste.

Un fraintendimento ha decretato la scelta delle mascherine chirurgiche a scuola

In Italia molte scuole hanno imposto l’obbligo delle mascherine chirurgiche a causa di un fraintendimento normativo. Nel verbale della riunione del CTS nazionale del 31 agosto 2020 “Misure di prevenzione e raccomandazioni per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per la ripresa dell’anno scolastico 2020/21”, viene suggerito l’utilizzo delle mascherine chirurgiche in ambito scolastico.

Ma l’indicazione faceva riferimento a un documento del 21 agosto 2020 dell’OMS nel quale è chiaramente indicato che i bambini in buona salute possono indossare una maschera non medica o in tessuto a condizione che l’adulto si assicuri che la maschera in tessuto sia della misura corretta e copra a sufficienza il naso, la bocca e il mento del bambino.

L’uso della mascherina chirurgica, afferma il documento, è adeguato solo per i soggetti fragili o a maggior rischio di ammalarsi gravemente di covid-19 come i bambini affetti da fibrosi cistica, cancro o comunque immunodepressi.

Le maschere in tessuto possono proteggere se ben progettate e utilizzate correttamente

Secondo Uga, Reali e Toffol le agenzie regolatorie e scientifiche di tutto il mondo non consigliano a priori l‘utilizzo di mascherine chirurgiche per tutti i bambini a scuola.

Nemmeno il documento dell’ISS del 21 agosto 2020 con le indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia raccomanda una tipologia di mascherina da utilizzarsi. Anzi, un importante studio del prestigioso Center for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta dell’8 aprile 2020 supporta l’utilizzo di maschere facciali non chirurgiche nella comunità anche per la riduzione della trasmissione di COVID-19 da persone potenzialmente asintomatiche o pre-sintomatiche.

Difficile dunque capire, secondo i pediatri Acp, perché sia scattato l’obbligo scolastico di utilizzare e acquistare svariati milioni di mascherine chirurgiche per le scuole italiane: “Quando si poteva indicare l’acquisto di lavabili e spiegare accuratamente le regole del loro corretto utilizzo”.

ZeroWaste invita la scuola alle alternative riusabili e si schiera contro le mascherine usa e getta

La preferenza di mascherine chirurgiche a scuola comporta considerevoli ricadute sul piano economico, sociale e soprattutto ambientale.

Secondo quanto riferisce Tuttoscuola, per quest’anno scolastico saranno necessarie 2,2 miliardi di mascherine, da smaltire tra i rifiuti indifferenziati: “Se a questo si aggiunge il peso degli imballaggi in cui vengono consegnate alle scuole, si rende evidente il rischio di una allarmante contaminazione ambientale”.

E non dimentichiamoci dello scempio, a cui assistiamo quotidianamente, di mascherine monouso abbandonate in ogni dove delle nostre città e campagne.

Ecco l’appello di ZeroWaste alla scuola: “Chiediamo ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e agli studenti di aderire alla iniziativa organizzando progetti di sostegno sulle alternative lavabili alle mascherine chirurgiche”affinché venga sensibilizzato il devastante impatto che l’utilizzo delle chirurgiche determina per il nostro ambiente.

Non solo, quella delle mascherine chirurgiche è una scelta con un enorme svantaggio perché se non utilizzate correttamente aumentano il rischio di contagio invece che diminuirlo.

Basti pensare che andrebbero sostitute ogni 4 ore, non toccate con le mani sporche ma sterili e solo nella parte degli elastici, non andrebbero mai tolte e rimesse o poggiate in alcuna superficie. Ed è indubbio che ciò non avviene nelle nostre scuole e tantomeno per mano dei bambini più piccoli.

Ciò dimostra che la sicurezza dello “strumento mascherina” è data dal corretto utilizzo e non a priori dal tipo di dispositivo utilizzato. Ecco perché, ribadiscono i pediatri Acp, l’utilizzo delle mascherine in tessuto, se correttamente effettuato, protegge pur non esponendo al dispendio necessario all’acquisto delle mascherine chirurgiche.

 

 

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