Chicza, il chewing-gum “green” solidale e sostenibile

Un chewing-gum che “ha fatto ritornare il sorriso” alle donne dei Chicleros che non contiene aspartame e che può contribuire al benessere del nostro pianeta

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Chicza, il chewing-gum biodegradabile e totalmente vegetale che sta facendo molto parlare di sé. Cultura e imprenditorialità messicana e italiana. Colori del Messico e fantasia italiana. Una sintesi riuscita grazie alla tenacia di un imprenditore di Roma, di “sangue abruzzese”, Gino Di Giacomo. Per dare vita alla “gomma da masticare” ecologica.

Chicza, anzi Chicza Rainforest Gum,  arrivata in Italia qualche anno fa e premiata al “Natural and Organic Products Festival” di Londra, si è fatta strada nel mercato europeo. In un mondo dominato dalla situazione ambientale attuale, il chewing-gum biodegradabile che aiuta l’ambiente, torna particolarmente attuale.

Soprattutto in un momento in cui, se non adottiamo tutti il senso della responsabilità, ci troveremo a fare i conti, non solo con le famigerate “cicche” che ti si attaccano da sempre alle scarpe ma anche con le mascherine gettate in strada, proiezione di certa noncuranza che “segnala” chi non ha molto a cuore la propria vita e quella degli altri.

Chicza, il chewing-gum "green" solidale e sostenibile

Diffusa già in Europa, la Chicza è approdata in Italia grazie all’impegno, sia in termini economici che fisici, da parte di Gino Di Giacomo che ha investito le sue energie per importarla e soprattutto per farla capillarmente distribuire. “In Italia su 60.000.000 di abitanti 15.000.000 ‘masticano’ chewing-gum, il 32% nel Nord-Ovest, il 29% nel Nord-Est, il 21% nel Sud e il 18% nel Centro e, con la media di 3 gomme al giorno, si consumano 45.000.000 di gomme; di queste 45.000.000, molte, anzi moltissime, ne vengono gettate in maniera incivile dappertutto: nelle strade, nei marciapiedi, sotto le panche delle Chiese, sotto i banchi di scuola, sull’autobus, nei taxi “- ha spiegato Gino Di Giacomo, secondo cui “La presenza della Chicza contribuirà, in positivo, al decoro cittadino”.

“In questi primi dieci anni di commercializzazione, Chicza ha ricevuto ben 28 Premi, in Italia – il primo ricevuto 10 anni fa dalla Regione Friuli Venezia Giulia – e all’Estero e ci ha regalato moltissime emozioni”, ha aggiunto l’imprenditore.

Chicza, la storia

La parola Chicza deriva dall’albero in cui viene estratto il chicle per produrla, Chicozapote. Questi alberi chiamati anche Sapodilla, alberi che crescono solo nella penisola dello Yucatan, possono raggiungere i 30 metri di altezza e si trovano nella seconda foresta più grande del continente americano, il Gran Peten, considerato il secondo polmone verde dopo la foresta Amazzonica.

Uno studio congiunto Comieco/GMI (Green Management Institute), volto a evidenziare prodotti che potrebbero cambiare la salvaguardia ambientale e la gestione dei rifiuti, ha voluto rimarcare le virtù del progetto Chicza, producendo questo interessante documento.

La rivincita dei “Maya”

La gomma bio si dissolve dopo due mesi, secondo il concetto che dice “Viene dalla Terra e ritorna alla Terra“. Arriva dal Messico, da circa 2.000 Chicleros (discendenti dei Maya, secondo alcuni studiosi, i primi masticatori al mondo di chicle) che la lavorano, riuniti in 46 cooperative. Si definiscono i “Guardiani della Selva Maya” per il loro impegno a favore dell’ambiente.

Da non sottovalutare l’aspetto equo–solidale di Chicza, il cui acquisto permette a questo consorzio di produttori messicani di proseguire nel proprio lavoro e ai “Guardiani della Selva Maya” di effettuare la loro vigilanza “green”.

Negli stati messicani di Quintana Roo, Campeche e Yucatan, le foreste tropicali sono sopravvissute e prosperate fino a coprire 1,3 milioni di ettari di oggi, rispetto ad altre regioni del paese in cui l’80% delle foreste originali sono andate perdute a causa del taglio degli alberi, per l’allevamento del bestiame e il lavoro agricolo in pieno contrasto con questo ecosistema.

Quando le comunità sono consapevoli dell’importanza della protezione ambientale come fonte di ricchezza e realizzano una gestione sostenibile delle attività economiche, non solo si arriva a vivere in armonia con la natura ma le comunità stesse sono le prime a salvaguardare le proprie risorse.

Come nel caso degli abitanti di queste foreste che producono gomma, che per oltre un secolo hanno vissuto con l’estrazione del lattice dall’albero Sapodilla venendo sfruttati dalle multinazionali del petrolio. Quest’ultime li hanno abbandonati preferendo i derivati del petrolio lasciandoli con un’economia distrutta. Ecco perché possiamo parlare di rivincita dei Maya e di tutti coloro che possiamo aiutare secondo le nostre “scelte rivoluzionarie”.

Le caratteristiche della gomma bio

Il Consorzio Chiclero ha rinnovato il certificato biologico per Chicza attraverso BioAgricert, Organismo Internazionale autorizzato al controllo delle produzioni biologiche, confermando per il decimo anno consecutivo l’alta qualità nella produzione e nella scelta degli ingredienti. ,

Ricordiamo infatti che Chizca è vegan, senza glutine, senza aspartame, quindi adatta a donne in stato di gravidanza e in fase di allattamento, senza lattosio, certificato Kosher, biologica, cruelty-free, eco solidale, senza xilitolo che è velenoso per i cani e priva di scadenza.

Così come i jeans, nati come indumento di lavoro e diventati poi un capo di moda e oggi sinonimo di libertà, così il chewing-gum Chicza vuole esprimere una nuova filosofia di vita green, una dolce unione di natura e ambiente, semplicità e raffinatezza; il tutto condensato in un piccolo quadratino”. Per uno stile di vita ancora più “bio”, anche quando si mastica un chewing-gum.

Chicza, il video

Le fotografie sono di Fulvio Eccardi, biologo e fotografo nato in Italia e naturalizzato messicano
Info: http://www.fulvioeccardi.com/

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