Earth Day, economia sociale e ambiente

Intervista a Pierluigi Sassi, presidente dell'Earth Day Italia. Per capire come si svolgeranno le giornate del Villaggio per la Terra di aprile e la sua idea di coscienza sociale dell'economia e dell'ambiente

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Earth Day, economia sociale e rispetto per l’ambiente. La sfida è sempre più attuale. Quella per la realizzazione di una economia sociale e di una finanza etica. Davvero possibile tutto questo? Ne abbiamo parlato con Pierluigi Sassi, da 7 anni presidente dell’Earth Day Italia.

Earth Day: come sarà

Anche quest’anno, il “Villaggio per la Terra”, si svolgerà dal 21 al 25 aprile. Tra Villa Borghese, la Terrazza del Pincio e il Galoppatoio, l’appuntamento metterà insieme il Natale di Roma (il 21) l’Earth Day, uno dei momenti più attesi che prende spunto dalla Giornata Mondiale della Terra indetta dall’Onu nel 1970, festeggiata ogni 22 aprile, la Giornata Mondiale del Libro (il 23), il tema dell’acqua (il 24) la Festa della Liberazione (il 25) con tantissimi incontri, eventi e spettacoli. Le cinque giornate saranno caratterizzate da incontri tematici ispirati alle cinque “P” dell’Agenda 2030 dell’Onu: People, Planet, Prosperity, Peace e Partnership. Saranno 17 le piazze a rappresentare i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile, quelli che vengono definiti SDGs, Sustainable Development Goals. Cinque giornate dedicate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, animate da musica, scienza, sport, giochi, arte e focus tematici. E poi il Parco della Biodiversità con i Carabinieri forestali a proporre giochi e modelli educativi e il Villaggio dello Sport del CONI e del Comitato Italiano Paralimpico. La manifestazione sarà un’occasione di riflessione su temi ambientali e sociali: sostenibilità ambientale, economia circolare, educazione e formazione allo sviluppo sostenibile, dialogo tra credenti e non credenti, sport oltre ogni barriera.

L’economia sociale

“La nostra battaglia è per la realizzazione di una economia sociale vera, per una finanza etica – spiega Pierluigi Sassi – L’economia sociale è chiamata a tre grandi missioni. La prima è quella di sostituire un welfare che arretra inesorabilmente, la seconda organizzare un terzo settore che non può più vivere di assistenzialismo e la terza, la più importante politicamente, è quella di riuscire a realizzare un’area di rispetto facendo impresa sociale, un’impresa di eccellenza che sia capace di dare, nei suoi ritorni, la stessa ricaduta alla parte ambientale, sociale ed economica”. Una battaglia che si gioca sulla “reputazione” e che punta a riavvicinare la finanza all’economia reale. Demolendo a colpi di concretezza il potere della pervasiva tecnocrazia tanto denunciata da Papa Francesco. Sarà, di buone intenzioni è lastricato il mondo e noi vogliamo crederci. Anche se talvolta, di fronte a tante buone intenzioni, nessuno se ne abbia a male, qualche perplessità rimane. In ogni caso, Sassi prova a raccontarcene una in dettaglio di queste buone intenzioni concretizzate. Si chiama Impatta, un’incubatore nato per promuovere startup innovative a scopo sociale e “imprese di impatto”, quelle che sanno creare una sinergia tra guadagno, sostenibilità e rispetto per l’ambiente, realizzando “aree di rispetto”. La domanda è: aperte a tutti queste startup? Come ci si accede? Basta essere bravi e intelligenti o magari, che so, poi tocca contribuire in altri modi? Ma Sassi ostenta fiducia, un sorriso alla Ridge e spiega attentamente. “Faccio un esempio. Con il nostro incubatore, abbiamo dato vita ad un albergo gestito da disabili. Un’economia che aiuta le persone è quello di cui abbiamo bisogno. Siamo diventati vittime di una economia robotica. L’economia locale ha un’ancora di salvezza nell’economia sociale. In questo modo anche le multinazionali, paradossalmente, non saranno più motivate a demolire ma a supportare”. Bene, ci ripromettiamo di approfondire e vogliamo essere fiduciosi. Andiamo avanti.

La consapevolezza ambientale

La tematica ambientale è entrata di diritto nella coscienza della gente ma Sassi ricorda che c’è ancora molto da fare. Per fare di consapevolezza e sensibilità un’azione diretta. Determinante, da questo punto di vista, il ruolo della formazione e dell’educazione dei giovani. E poi servono interessi comuni, istituzioni forti, aziende e consumatori responsabili. Soprattutto riguardo al tema dell’acqua che, come ricorda Sassi, “genera perimetri sociali”. “Quello che manca è ancora una consapevolezza univoca e la concretizzazione di questa consapevolezza in uno stile di vita. Il ruolo del cittadino, del consumatore è un ruolo chiave. Se 7 miliardi di persone diventano consapevoli del loro ruolo, otterremo un effetto moltiplicatore pazzesco. Prendi consapevolezza del tuo ruolo, ci terrai tu, i tuoi figli, gli amici, chi ti stima, chi ti è vicino. La coscienza collettiva si trasformerà in azione”.

Il dialogo credenti-non credenti

Di particolare interesse il dibattito che animerà la giornata del Villaggio per la Terra con il confronto tra credenti e non credenti. “Se la politica si sta sempre di più allontanando dalle persone, le religioni possono svolgere un ruolo importante per parlare al cuore dell’uomo in maniera non solo ecclesiale”, sottolinea Sassi. “La collaborazione tra religioni e governi è fondamentale per quello che è il progetto comune della custodia del creato. La stessa Enciclica di Papa Francesco è stata determinante in questo senso per l’accordo sul clima”.
La custodia del creato: ecco l’obiettivo principale, di cui tutti facciamo parte e per cui siamo chiamati a “lottare”. Un impegno per tutti, destinato a fare della terra un immenso sogno sociale di benessere verde e di pace per tutti.

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