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HomeAmbienteInquinamentoGiornata degli Oceani, WWf assalto alle coste italiane fragili e sfruttate

Giornata degli Oceani, WWf assalto alle coste italiane fragili e sfruttate

Da terra e da mare gli ecosistemi sono presi d’assalto, Il 51% dei paesaggi costieri italiani è degradato, e siamo ancora lontani dalla protezione efficace del 30% dei mari richiesta dalla strategia UE sulla biodiversità al 2030

Il nuovo dossier Wwf Il profilo fragile d’Italia apre la campagna Generazione Mare. Industrie, espansione urbana e turistica, rasatura delle dune ed erosione hanno alterato il profilo costiero

Il 50% del territorio costiero negli ultimi 50 anni, ha subito le maggiori trasformazioni con circa 3.300 km di trasformazione e degrado dovuti a case, alberghi, palazzi, porti e industrie.

Appena 1.860 km (il 23%) di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km nel nostro Paese, isole comprese, possono essere considerati con un buon grado di naturalità.

È quanto denuncia il WWF con il nuovo “Dossier Coste, il profilo fragile dell’Italia” lanciato in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani che ricorre oggi 8 giugno e che inaugura l’avvio della Campagna GenerAzioneMare 2022.

Espansione urbana e strutture turistiche, installazioni industriali, deforestazione e rasatura delle dune costiere hanno alterato quasi interamente il profilo del nostro litorale.

A questi impatti diretti si è aggiunta l’erosione delle spiagge, fenomeno naturale esacerbato delle attività umane.

Nel periodo 2006-2019 un totale di 841 chilometri di costa italiana era caratterizzato da erosione. Cambiamento climatico, inquinamento da plastica, specie aliene, ancoraggi indiscriminati e pesca eccessiva stanno deteriorando invece gli ecosistemi marini.

Coste italiane, il rapporto del WWF

Il rapporto evidenzia il sovrasfruttamento della pesca professionale, ricreativa e illegale spiegando quanto siano importanti gli ecosistemi costieri in salute nel contesto del cambiamento climatico.

Un “termometro” di questo fenomeno è rappresentato dal dattero di mare: nel 2020, la Guardia Costiera ha registrato 10 infrazioni accertate e ha sequestrato 84 kg di datteri di mare. Nel 2015, i kg sequestrati erano stati addirittura 6.762.

Il 33% degli habitat marini italiani di interesse comunitario presenta uno stato di conservazione inadeguato e solo il 26% è in uno stato di conservazione favorevole. Il 71% degli habitat dunali in Direttiva sono in cattivo stato di conservazione e in regressione.

Ad oggi esistono 29 aree marine protette (AMP) e 2 parchi sommersi che, insieme ad altre tipologie di aree protette, nel complesso tutelano circa 308mila ettari di mare e circa 700 km di costa. Queste aree sono tuttavia troppo poche e troppo piccole.

Al 2019, considerando sia AMP sia siti Natura 2000 a mare, solo il 4,53% delle acque territoriali italiane (0-12 miglia nautiche) era protetto, di cui l’1,67% con un piano di gestione implementato e appena lo 0,01% soggetto a protezione integrale.

Le aree marine protette rappresentano, sottolinea il WWF, un elemento chiave per la pesca sostenibile.

Le richieste del WWF

La Nuova Strategia dell’UE sulla Biodiversità per il 2030 sostiene che per il bene dell’ambiente e delle nostre economie i Paesi membri dell’UE dovrebbero proteggere in modo efficace almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% del mare entro il 2030, di cui il 10% strettamente protetto.

Per salvaguardare i servizi ecosistemici che coste e mari italiani ci garantiscono, e per assicurare un futuro sostenibile alle generazioni future (compresi turismo sostenibile e piccola pesca), è necessario per il WWF un impegno immediato e concreto per:

  1. incrementare l’efficacia di gestione delle aree marine protette e siti Natura 2000 esistenti;
  2. incrementare l’estensione della superficie protetta nei mari italiani, garantendone una protezione efficace;
  3. implementare un piano di gestione dello spazio marittimo basato sull’approccio ecosistemico, per garantire un’economia blu veramente sostenibile.
  4. Incrementare la protezione di ecosistemi chiave come la Posidonia oceanica e le dune costiere attraverso azioni di restoration passiva e attiva
    La protezione di importanti porzioni di ecosistemi costieri e marini farà bene non solo alla biodiversità ma anche alla pesca, con aumento delle specie commerciali anche nelle aree adiacenti.

La Capagna Generazione Mare

Un anno importante il 2022, nel solco del decennio del Mare dichiarato dallUnesco, che punta al 2030 come termine per salvare gli Oceani, e che vede protagoniste le comunità di pescatori artigianali con l’Anno internazionale della Piccola Pesca e Acquacoltura, dichiarato dalle Nazioni Unite nel 2022 (IYAFA 2022).

La Campagna del WWF anche quest’anno contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di tutela, in particolare specie e habitat costieri, con azioni concrete, rilanciando un grande sforzo collettivo per difendere il nostro Capitale Blu, racchiuso in un mare che, in appena l’1% di superficie degli oceani, ospita circa il 10% di tutte le specie marine conosciute.

Per tutta l’estate saranno cittadini, volontari, ricercatori, pescatori, aree protette, imprese, amministrazioni, i protagonisti della difesa del mare. Il WWF metterà insieme le loro voci per chiedere aree marine protette efficaci e un’economia blu che sia veramente sostenibile, coinvolgerà i pescatori per una migliore gestione della loro attività e promuoverà attività di citizen science.

Tra le attività sul campo in programma con i volontari oltre 100 eventi di pulizia in tutta Italia di spiagge e anche dei fondali grazie all’aiuto della community WWF SUB.

Saranno realizzate attività di monitoraggio delle tartarughe marine e recupero degli individui in difficoltà con decine di ragazzi e ragazze all’opera.

E poi non mancherà la citizen science a bordo delle Vele del Panda con decine di imbarcazioni a vela e centinaia di turisti ingaggiati nel raccogliere osservazioni e dati su balene e delfini nel corso delle traversate, utili a comporre un database per contribuire allo studio sui cetacei.

A luglio prenderà poi il largo partendo dall’Italia la Blue Panda, barca Ambassador del WWF che effettuerà un periplo lungo le coste mediterranee.

Sempre a luglio sono previsti eventi che celebreranno l’Anno internazionale della Piccola Pesca con il coinvolgimento delle comunità di pescatori artigianali e Aree Marine Protette.

Tra le proposte anche un palinsesto che invita a vivere in modo diverso il mare grazie alla pagina Ecotips con i consigli degli esperti per ridurre gli impatti del consumo di plastica, scoprire i segreti di balene e delfini, imparare a riconoscere le tracce delle tartarughe marine o le curiosità delle specie più strane durante un’immersione, rendere più pulite le spiagge e le coste durante la vacanza e seguire i consigli per menù sostenibili.

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