martedì, Ottobre 19, 2021
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HomeImpresaIl progetto Cartacrusca, "Simbiosi industriale italiana"

Il progetto Cartacrusca, “Simbiosi industriale italiana”

Un interessante progetto di Simbiosi Industriale italiana, Cartacrusca, che coinvolge industrie tradizionalmente separate, con un approccio integrato finalizzato a promuovere vantaggi competitivi

Come? Attraverso lo scambio di materia, energia, acqua e/o sottoprodotti, è quello avviato da Barilla grazie al recupero della crusca, derivante dalla macinazione di grano, orzo, segale e altri cereali e, nella successiva lavorazione della stessa, assieme alla cellulosa, per renderla materia prima per la produzione della carta.

Alla base c’è dunque la “promozione” del sotto-prodotto crusca, scarto derivante dalla macinazione dei cereali. Attualmente questa viene venduta ad industrie del mangime e produttrici di biogas. Un mercato però contraddistinto da una forte volatilità dei prezzi e un insufficiente riconoscimento del valore delle frazioni cruscali più ricche di fibra ma povere di amido e proteine.

Era necessario quindi individuare un diverso utilizzo di questo sotto-prodotto, reimmettendolo nel ciclo produttivo e trasformandolo in nuova materia prima per altri processi produttivi. La risposta è stata trovata nella collaborazione con Favini, cartiera veneta che può già contare nella produzione di carte, chiamate Crush,  ottenute incorporando residui della lavorazione agroalimentare, quali bucce di agrumi, gusci di nocciole e mandorle, mais, caffè, kiwi ed olive. La stessa Favini qualche tempo fa ha lanciato “Algacarta”, prodotta con le alghe raccolte nella laguna di Venezia.

Barilla e Favini hanno collaborato al fine di trovare il processo ideale di purificazione e micronizzazione che rendesse la crusca compatibile con la fibra della carta. Nella produzione il 17% di fibre cellulose sono sostituite da crusca e viene emessa una quantità di CO2 equivalenti per tonnellata di prodotto pari a circa 1400 Kg, che corrisponde al 22% in meno rispetto all’emissione di CO2 equivalente dovuta alla produzione di una tonnellata di carta standard. “Cartacrusca” viene prodotta in due formati con pesi diversi, per rispondere alle esigenze di Barilla: il formato da 250g/m2 utilizzabile per cartoncini, confezioni, borse per la spesa e cartellette, e il formato 100g/m2 per altri materiali stampati.

 

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