Il Sinodo per l’Amazzonia, attenzione e rispetto dal WWF

In America Latina aumentano gli allarmi legati alla deforestazione. Il WWF segue con profondo rispetto e attenzione, attraverso i canali ufficiali, i lavori dell’assemblea dei Vescovi per l’Amazzonia, che continua a bruciare

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Roma, 13 ottobre 2019

Il Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia a Roma in programma sino al prossimo 27 ottobre 2019 ha per tema “Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”, esaminerà questioni importanti per “ogni persona che abita questo pianeta”, come ha scritto Papa Francesco nell’introduzione alla sua Lettera enciclica Laudato Sii(LS)

Il Sinodo, un appuntamento di carattere profondamente religioso, dedica grande attenzione rispetto ad una delle grandi emergenze ambientali che affliggono il Pianeta e rappresenta un incrocio e un approfondimento di istanze e temi su cui, prima e dopo l’enciclica Laudato Sii, le strade si sono incontrate e si incontrano costantemente.

Come ha detto il cardinal Clàudio Hummes aprendo il Sinodo “l’ecologia integrale ci palesa che tutto è collegato, gli esseri umani e la natura. Tutti gli esseri viventi del pianeta sono figli della terra”. In questo modo si spazzano via contrapposizioni artificiose e alibi inesistenti, come quelli evocati pochi giorni fa all’ONU dal presidente brasiliano.

Il Sinodo “green”

Oltre a promuovere iniziative direttamente collegate al rispetto dell’ambiente, le iscrizioni  al Sinodo sono state on-line in modo da risparmiare sulla carta stampata e sulle spese postali. In più durante l’assise saranno usati bicchieri in materiale biodegradabile e borse di lavoro in fibra naturale.

Il Sinodo si compone di tre parti:

  1. la prima intitolata “La voce dell’Amazzonia” ha lo scopo di presentare la realtà del territorio e dei suoi popoli.
  2. La seconda parte, “Ecologia integrale: il grido della terra e dei poveri”, raccoglie la problematica ecologica e pastorale.
  3. La terza parte, “Chiesa profetica in Amazzonia: sfide e speranze”, affronta la problematica ecclesiologica e pastorale.

La situazione in Amazzonia

Solo ad agosto 2019 sono stati registrati 30mila roghi, con un aumento del 196% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: conseguenza diretta di una deforestazione accelerata, alimentata dalle politiche del presidente brasiliano combinate ai tagli del governo sui controlli della deforestazione e degli incendi illegali.

All’inizio di settembre, i dati mostrano una riduzione del numero di incendi in Amazzonia, ma nonostante questo gli allarmi legati alla deforestazione sono aumentati e questo significa che, entro la fine dell’anno o nella prossima stagione secca, è molto probabile che altre aree vengano bruciate, poiché i roghi sono una conseguenza della deforestazione.

L’ emergenza, poi, riguarda altre ecoregioni come il Pantanal e il Cerrado, dove il numero di roghi risulta invece in aumento. Nella regione di Santa Cruz in Bolivia, sono stati distrutti 3,5 milioni di ettari, con oltre 4.000 famiglie e innumerevoli specie animali e vegetali colpite.

L’ America Latina e l’Amazzonia sono regioni in cui questo intreccio è palese ed evidente e a sua volta si lega anche alle vicende centenarie dei Popoli Indigeni, spesso espropriati dei propri diritti legati alla terra e alla salute degli ecosistemi e della biodiversità.

L’ Amazzonia rappresenta l’area dove maggiormente il legame tra diritti dei territori e problemi globali è evidente.
La deforestazione viola i diritti di chi della foresta vive e al contempo colpisce gravemente le condizioni per la vita sul Pianeta per la funzione ecologica che la foresta amazzonica svolge, sia per il ciclo del carbonio (e quindi il clima) che per il ciclo dell’acqua.

L’Amazzonia è una delle più grandi riserve di biodiversità

Un territorio che si estende per 7,8 milioni di kmq in Sud America. La sua superficie occupa parte di ben nove Paesi: Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana francese. Di questa immensa distesa le foreste coprono circa 5,3 milioni di kmq, pari a oltre un terzo di quelle presenti sulla terra.

Polmone verde per eccellenza del pianeta, serbatoio di ossigeno che fa respirare l’intera umanità, l’Amazzonia è anche una delle più grandi riserve di biodiversità e da sola contiene il 20% di acqua dolce non congelata delle terra.

Il WWF  segue con profondo rispetto e attenzione il Sinodo dei Vescovi per L’Amazzonia e chiede alla comunità internazionale di assumere una posizione netta e chiara sulla necessità di proteggere un patrimonio che appartiene al Pianeta e all’umanità.

Fonte
WWF Italia

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