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HomeAltroL'Editoriale del DirettoreJova beach party 2022, una scelta non sostenibile

Jova beach party 2022, una scelta non sostenibile

Occorre dare coerenza alle dichiarazioni d'amore per il pianeta con i fatti. Con soluzioni realmente sostenibili in grado di non arrecare danno ad habitat delicati

Jova beach party 2022, “Le spiagge non sono discoteche ma luoghi da proteggere”, ambientalisti sul piede di guerra. Il no della Lipu al tour bis di Jovanotti sulle spiagge italiane. “L’impatto sulla natura sarebbe ingente e il segnale culturale molto negativo”

Jova è un artista che amiamo in molti. Non solo per la sua simpatia ma per la musica sempre capace di coinvolgere e divertire. Anche ieri a Sanremo, assieme a Gianni Morandi, ha fatto la sua consueta “adrenalinica” parte se pur, chiaramente, attempatello rispetto all’epoca del “ragazzo fortunato”.

Però Jova deve “riassestare”, a mio avviso, il suo feeling con l’ambiente. Se non vuole rischiare di essere incoerente di fronte alla vulgata generale di tutti che amano il pianeta a parole senza alle stesse dar seguito nei fatti.

Le preoccupazioni di Lipu e associazioni ambientaliste

“Le spiagge sono un ambiente delicato: farne un luogo di concerti è sbagliato materialmente e culturalmente”. La Lipu-BirdLife Italia e tante altre associazioni ambientaliste esprimono forte preoccupazione e contrarietà per il nuovo Jova Beach Party, il tour di Jovanotti in programma nel 2022 sulle spiagge italiane.

La decisione di ripetere il tour del 2019 sulle spiagge, per il quale la Lipu aveva già manifestato una forte contrarietà e invitato l’artista a rinunciarvi o a spostare in alcuni casi la location dei concerti, porterà di nuovo, nell’estate del 2022, decine di migliaia di spettatori ai concerti sulle spiagge, un affollamento aggravato dall’utilizzo di impianti audio di altissima potenza, senza contare la realizzazione di parcheggi e interventi di trasformazione a volte irreversibile sugli ambienti naturali.

Jova beach party, va fatto in habitat meno delicati

Ora al di là del divertimento e della musica, Jova riesce a rendersi conto cosa può significare l’urlo dei decibel e una massa umana “fortemente motivata” a “far casino” in un habitat come quello marino?

“Una scelta sbagliataafferma Giorgia Gaibani, responsabile Difesa del territorio e Natura 2000 della Lipu – che mette a rischio un ambiente delicatissimo, con habitat e specie spesso molto sofferenti, come ad esempio il fratino, monitorato e tutelato in Italia dal Comitato nazionale conservazione fratino, e la tartaruga marina Caretta caretta. Un ambiente, quello delle spiagge, che va curato e preservato, e nel quale le attività turistiche e la fruizione, più in generale, deve essere sostenibile”.

Una scelta, dunque, non sostenibile

La scelta di Jovanotti di riproporre il Beach Tour sulle spiagge è invece, purtroppo, totalmente non sostenibile. “La nuova Strategia europea per la biodiversità – prosegue Giorgia Gaibani – mette in evidenza la crisi in cui versa la biodiversità e chiama ad azioni ineludibili e non rimandabili, tra cui l’aumento delle aree protette, la protezione rigorosa di almeno il 10% del territorio nazionale, il ripristino e la protezione degli habitat, l’attenzione alle specie animali e vegetali.

Un artista come Jovanotti, sempre dichiaratosi attento a tali temi, non può ignorare la contraddizione cui sta dando vita e che non si risolve con dichiarazioni di principi e messaggi di buone intenzioni. I principi e le intenzioni non bastano. Servono scelte chiare e coerenti.

Condivido, dunque, le conclusioni di Giorgia Gaibani: “Per tutte queste ragioni rivolgiamo a Jovanotti, come e più che nel 2019, il nostro forte e sentito appello: ci ripensi. Porti la musica nei luoghi adatti alla musica e lasci tranquille le spiagge”. Altrimenti, quando si parla di ambiente, se non si abbinano le azioni alle dichiarazioni d’amore per il pianeta, si rischia di rimanere in ambito puramente greenwashing o di mera “propaganda”.

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