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La transizione ecologica, il suo impatto economico e il futuro dell’abitare al Klimahouse Congress 2026

La transizione ecologica, il suo impatto economico e il futuro dell’abitare al Klimahouse Congress 2026
La transizione ecologica, il suo impatto economico e il futuro dell’abitare al Klimahouse Congress 2026, foto per gentile concessione dell'Ufficio Stampa

Otto esperti di profilo internazionale si alterneranno sul palco per condividere visioni strategiche e soluzioni concrete, capaci di ridefinire il rapporto tra economia, spazio costruito e comunità. A condurre Chiara Tonelli.

Anche nel 2026, Klimahouse conferma l’impegno a interpretare il buon costruire come fondamento della qualità dell’abitare e della vita quotidiana. L’appuntamento di quest’anno è dal 28 al 31 gennaio quando, oltre 400 espositori, tornano a Fiera Bolzano per presentare soluzioni in grado di coniugare sostenibilità, comfort abitativo ed efficienza energetica.

Attenzione ai materiali naturali e salubri,ai sistemi costruttivi a basso impatto ambientale, fino alle tecnologie che migliorano qualità dell’aria indoor, acustica ed equilibrio energetico degli edifici.

Tra gli eventi che, come ogni anno, attirano l’attenzione degli addetti ai lavori, c’è Il Klimahouse Congress 2026, appuntamento cardine per la progettazione consapevole e l’edilizia sostenibile.

La nuova edizione, prevista per i giorni 30 e 31 gennaio, pone al centro del dibattito un interrogativo tanto provocatorio quanto essenziale: Sostenibilità, una priorità che possiamo permetterci?

Viviamo un momento storico che pone la transizione ecologica come necessità impellente, per questo è importante verificare se le soluzioni responsabili siano realmente alla portata di tutti o se rischiano di trasformarsi in un privilegio esclusivo, analizzando quindi il delicato equilibrio tra costi d’investimento e il valore del futuro che vogliamo costruire.

L’obiettivo degli incontri, organizzati da Klimahouse in collaborazione con l’Agenzia CasaClima, è superare la logica dell’emergenza per ragionare su modelli scalabili e inclusivi.

Con le città che continuano a rappresentare i principali centri di consumo energetico globale, il dibattito si sposta sulla fattibilità economica e sulla giustizia sociale dell’architettura contemporanea, in linea con le sfide globali di decarbonizzazione e miglioramento della qualità della vita.

A tessere le fila delle due giornate sarà l’architetto e docente Chiara Tonelli, che condurrà un confronto multidisciplinare. Sotto la sua moderazione, otto esperti di profilo internazionale si alterneranno sul palco per condividere visioni strategiche e soluzioni concrete, capaci di ridefinire il rapporto tra economia, spazio costruito e comunità.

Il tema centrale sarà la dimensione economica. Tra gli interventi di spicco, il Prof. Stefan Brunnhuber illustrerà come finanziare il nostro futuro attraverso strumenti monetari non convenzionali, come il “green quantitative easing”, necessari per sostenere i beni comuni planetari oltre le misure tradizionali.

Il Prof. Thomas Auer presenterà invece il concetto di “New Simplicity” (Nuova Semplicità), portando l’esempio del progetto di ricerca “Einfach Bauen” e degli edifici sperimentali di Bad Aibling, che puntano a ridurre la complessità tecnologica per ottenere comfort attraverso l’architettura stessa.

Accanto a loro, Diana Schaffrannek (David Chipperfield Architects) esplorerà la responsabilità civica dell’architettura con l’intervento “In context”, focalizzandosi su riuso e durabilità, mentre Milena Karanesheva-Witzmann porterà ulteriori case studies internazionali sull’efficienza e il valore del progetto.

Il focus si sposterà sulla sfera sociale. Oskar Norelius (White Arkitekter) presenterà il visionario progetto di “Stockholm Wood City”, il più grande sviluppo urbano in legno al mondo attualmente in costruzione, come esempio di sostenibilità come motore per l’architettura.

Filippo Taidelli esplorerà il ruolo dell’inclusione negli spazi urbani, mentre Thomas Schuster porterà l’esperienza di “Wiener Wohnen”, che gestisce il più grande patrimonio di edilizia residenziale pubblica d’Europa, illustrando come il modello del “Gemeindebau” viennese possa coniugare responsabilità sociale e neutralità climatica.

Chiuderà il cerchio Paolo Cresci (ARUP Italia), approfondendo la rigenerazione sostenibile come leva per il benessere abitativo condiviso.

Anche per questa edizione, il Klimahouse Congress si conferma una piattaforma di confronto insostituibile per professionisti, istituzioni e aziende, offrendo gli strumenti necessari per interpretare le complessità del nostro tempo e tracciare la rotta verso un’edilizia più democratica e resiliente.

La partecipazione all’evento è a pagamento con registrazione obbligatoria.

Luca Malgeri

Giornalista, laureato in Scienze Politiche, svolge la professione con passione, curiosità e il desiderio costante di conoscere e informare. Per quasi venti anni ha collaborato con la Tattilo, casa editrice che ha fatto della poliedricità il suo punto di forza, affrontando temi diversificati. Negli ultimi anni, seguendo l’evoluzione del settore, ha abbracciato il giornalismo online, concentrandosi su tematiche quali ambiente, sostenibilità e benessere degli animali. Il calcio rappresenta una delle sue più grandi passioni, che non solo segue da tifoso, ma continua a praticare con entusiasmo, nonostante l’inesorabile passare degli anni. Ama la famiglia, la vita attiva, le passeggiate, il buon cibo e vivere la natura. malgeri.greenplanetnews@gmail.com
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