Crudo e cotto, squisitezze “vegan”? Parliamone

Crudo e Cotto, il blog "vegan" di Francesca Lentis. In questa intervista abbiamo provato a capire insieme alcune cose

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Crudo e cotto, un blog. Ma non pensate a brasati, grigliate e arrosti di varia foggia. No, Crudo e Cotto è un blog “vegano”. Ora, non fasciamoci la testa subito. Soprattutto non diamo di Guelfi e Ghibellini, attitudine atavica di un paese dove si litiga per il fumo della pipa.

Crudo e Cotto, obiettivamente, se appunto non facciamo una polemica pregiudiziale a prescindere, tipo io solo carne io niente carne, insomma di quelle da opposte tifoserie, è un posticino niente male. Dove ci si delizia, senza esitazioni. Anche se pensi alla bistecca. I piatti sono buoni, si presentano bene, con immagini che invogliano.

Perché non ti mangi la soia di cartone della grande distribuzione ma qualche buona polpettina di ceci e non solo. Anche se preferite le polpette della tradizione, quelle col macinato. Francesca Lentis, sarda come tutti i sardi, passione e onore è fotografa e grafica.

Scriveva, impaginava e scattava immagini per una bella rivista che si chiamava Nordic Lifestyle Magazine, un giornale sullo stile scandinavo, davvero “Hygge”. Ma la creatività di Francesca non si ferma qui. Oggi è anche la chef vegan di Crudo e Cotto, l’ideatrice di uno spazio che sfido chiunque a non dire che non fa venire l’acquolina in bocca.

Crudo e cotto, squisitezze "vegan"? Parliamone
Francesca al suo “tavolo da lavoro”

In una società dove lo spettacolo è affidato a tre correnti, il trash, il calcio e il food, noi, ovviamente, preferiamo il food. Quello buono. Senza estremismi. Per Francesca il buono deve coincidere anche con il bene, come nella Grecia classica. La sua è semplicemente una scelta d’amore e di libertà. Per sé stessa e per gli animali e per l’ambiente. Con la convinzione che il mondo si cambia a partire dalle proprie scelte.

GP News ha voluto saperne di più. Perché, ne siamo convinti, “preparare” una notizia buona è anche “servire” al lettore un argomento più interessante. Come in cucina. Occorrono gli ingredienti giusti e la mano sapiente che li mescola.

Francesca, quando nasce il blog Crudo e Cotto?

Crudo e cotto nasce circa un anno e mezzo fa dalla decisione di condividere le mie ricette e la mia scelta di vita. Il nome è dovuto al fatto che le ricette sono sia di cibi vegetali cotti che crudi, anche se prevalgono nettamente quelle di cibi cotti.

La tua scelta “vegan”: spiegacela

Sin da piccola ho mangiato mal volentieri, se non rifiutato categoricamente (per esempio come con i formaggi), i cibi di origine animale, quindi ho sempre avuto una propensione ad avere un’alimentazione vegetale. La scelta definitiva è avvenuta 5 anni fa, esattamente il giorno di Natale. Mi son detta: ”Se riesco a creare un buon menù per il pranzo di Natale senza utilizzare carne, pesci e latticini, posso farlo tutto l’anno.” E così è stato! Dal giorno non sono più tornata indietro, anzi il mio unico rammarico è di non aver preso prima questa decisione.

I tuoi piatti si presentano davvero bene, grazie ai tuoi scatti. Quali ingredienti utilizzi principalmente?

Gli ingredienti che utilizzo per le mie ricette sono principalmente del mio orto: verdure, legumi, frutta ed erbe aromatiche. Molti piatti della tradizione italiana sono vegetali e sono buonissimi, ma se proprio si sente la mancanza di certe pietanze, ci sono in commercio delle ottime alternative. Anche se personalmente preferisco una buona pasta e fagioli ai prodotti confezionati. Con il blog ho voluto far conoscere a più persone possibile le mie motivazioni su questa scelta e far capire che si può vivere benissimo e con gusto anche senza mangiare carne, pesci, uova e latte. Ne trovano giovamento gli animali, noi stessi e il pianeta intero.

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Chef Rubio ha recentemente parlato di “ipocrisia vegana” perché mangiare un avocado che viene dal Brasile o da Israele è ugualmente inquinante rispetto all’ambiente. Che rispondi?

Chef Rubio penso che sia un provocatore. Il mango e in modo particolare l’avocado vengono coltivati anche in Italia e ogni tanto li mangio anche io. Con tutte le varietà di frutta che abbiamo nel nostro Paese non c’è la necessità di mangiare ogni giorno frutti esotici per essere vegani e in salute. E poi un modo semplice per far capire il danno ambientale che provocano gli allevamenti sul nostro pianeta è che per avere un solo uovo occorrono 200 litri d’acqua e che per far aumentare di un kg un bovino servono 11 kg di vegetali.
Se ci si vuole documentare meglio sul web si trovano vari documentari su questi argomenti.

La tua famiglia e i tuoi bambini sono contenti della scelta che hai intrapreso?

Mio marito mi ha seguita dopo qualche mese e ormai nella lista della spesa non ci sono più alimenti di origine animale, quindi anche i miei figli in casa mangiano come noi senza problemi. Fuori casa, per loro, è più complicato perché si trovano ad affrontare i pregiudizi di compagni ed amici.

Quali sono i piatti che vanno di più sul tuo blog? Ti seguono solo vegani e vegetariani?

Vanno alla grande le polpette di legumi e i dolci, d’altronde siamo tutti dei gran golosi. Ti sorprenderai anche a sapere che è seguito più da onnivori che da vegani e vegetariani. Non so se sia per il fatto che siano curiosi o se prima o poi faranno anche loro questo grande passo che gli cambierà in meglio la vita.

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In conclusione Francesca: mangiavano davvero meglio i nostri nonni come si dice spesso?

Mangiavano meglio i nostri nonni che inconsapevolmente e non per loro scelta si nutrivano di vegetali, infatti se si chiede ai centenari sardi i cibi che hanno maggiormente mangiato nella loro lunga vita non si troveranno sicuramente grandi quantità di carne.

La nostra chiacchierata è finita. Francesca con la “squisitezza” che le è peculiare e che emerge anche dalle parole attente con cui esprime le sue convinzioni, senza alcuna ombra di un certo “fanatismo” che purtroppo inficia molte buone cause, ringrazia per l’intervista e conclude con “un caro saluto a tutti”.

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