La sostenibilità è (anche) ceramica

La ceramica, settore in buona salute in Italia, è concepita in modo sempre più sostenibile e sono tante le aziende di rivestimenti che producono in linea con l’agenda della sostenibilità Onu 2030, all’insegna dell’economia circolare. Cerchiamo di capirne di più

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Può la ceramica, prodotto di origine naturale, di cui noi italiani siamo maestri, diventare sempre più rispettosa verso l’ambiente? Risposta affermativa, grazie a prodotti attenti al bene del pianeta (e a noi) senza rinunciare al design. E che siano in linea con l’agenda della sostenibilità Onu 2030, e i relativi obiettivi condivisi su scala mondiale, per migliorare la situazione non rosea che stiamo vivendo.

Ceramica

Intento delle aziende di settore è produrre rivestimenti ceramici (come il versatile gres porcellanato, resistente, durevole, in grado di simulare effetti del tutto simili a quelli naturali, dal legno al granito al marmo) includendo nell’impasto anche oltre il 70% di materiali riciclati, di cui in buona parte provenienti dalla raccolta urbana di scarti di vetro.

Esattamente scarti di vetro-soda-calcico, che oggi non vengono reintrodotti nella vetreria, perché contengono impurità nelle frazioni più fine, non adatte allo scopo. Il tutto in un ciclo produttivo che tenga conto del recupero dei rifiuti di cui sopra in sostituzione di materie prime naturali con il miglioramento nelle diverse fasi delle prestazioni ambientali del riducendo emissioni di CO₂, consumo di energia e uso di metano.

La ceramica si veste di nuovo

È il caso di Waste synergy in the production of INnovative CERamic tiles, cioè il Progetto Wincer, co-finanziato dall’iniziativa Eco-Innovation dell’Unione Europea, coordinato dall’istituto di ricerca Centro Ceramico e che vede tra i partner le aziende Marazzi e Fincibec Group. Con le piastrelle Wincer dunque si può raggiungere un significativo risparmio (100%) di risorse naturali dovuto alla sostituzione totale di feldspati e sabbie silicee e alla parziale sostituzione delle argille (più del 62%), con una riduzione dei costi per la preparazione dell’impasto di circa il 33%.

Un altro progetto, il MATER_SOS (Materiali sostenibili per il ripristino e la realizzazione di nuovi edifici) punta ad abbassare l’impatto ambientale di materiali che si utilizzano tradizionalmente in edilizia come calcestruzzi, malte, adesivi per piastrelle, ceramiche per rivestimenti interni ed esterni e smalti, concependo nuove formule in cui la percentuale di riciclo sia più del 60%, abbattendo nel contempo il consumo energetico dei processi produttivi.

L’Italia è leader nella certificazione Ecolabel

Ceramica

Da ricordare poi che dal punto di vista delle certificazioni ambientali di prodotto ceramico, l’Italia è leader per aziende certificate Ecolabel UE, marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che seleziona i prodotti e servizi caratterizzati da migliori prestazioni ambientali lungo il loro ciclo di vita. Le licenze Ecolabel sono 10 per 32 marchi del settore e oltre 10mila prodotti certificati.

Insomma, il prodotto ceramico si candida a diventare un perfetto testimonial di economia circolare al 100%, sia per la sua durevolezza e resistenza a umidità, agenti atmosferici, usure varie, con un ciclo di vita superiore ai 50 anni, ma anche perché facilmente riciclabile e recuperabile.  Da parte dei progettisti, concepire ad esempio formati delle piastrelle con spessori bassi, non è solo un’innovazione estetica, ma significa diminuire la quantità di materie prime impiegate con vantaggi sul risparmio energetico complessivo, sia nel trasporto da un posto all’altro, sia nella produzione vera e propria.

(foto Ceramic Tiles of Italy – La Ceramica Italiana – Marazzi)

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