venerdì, Maggio 14, 2021
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Latte fresco: le tipologie che si trovano in commercio e i consigli per l’acquisto

Infatti nel periodo che va da gennaio a ottobre 2020 si è assistito a un incremento delle vendite del latte, anche perché gli italiani hanno riscoperto il piacere della colazione fatta in casa in tutta tranquillità e l’arte del cucinare

Ma non solo latte, c’è stato un innalzamento dei consumi anche sui suoi derivati, come yogurt, probiotici e formaggi ricchi di fermenti lattici.

Tipi di latte disponibili in commercio

Oggi si trovano moltissime tipologie di latte in commercio, come si può capire guardando il latte venduto online per esempio dalla Coop.

Si inizia dal latte fresco pastorizzato, chiamato così proprio perché subisce un trattamento detto di pastorizzazione che serve per poterlo bere con maggiore sicurezza.

Ma anche dopo questo processo pressoché indispensabile, rimane un alimento fresco e facilmente deperibile. Al latte microfiltrato viene aggiunto un passaggio durante la sua lavorazione: prima di essere pastorizzato infatti viene filtrato con delle maglie molto strette in grado di trattenere tutti i batteri, in questo modo rimane il gusto del latte sempre fresco ma dura più a lungo.

Il latte UHT a lunga conservazione è chiamato così perché trattato a temperature molto alte (Ultra High Temperature) per poterlo poi conservare fino a sei mesi.

I fattori da valutare nella scelta del latte

Ma come procedere all’acquisto del latte giusto per le proprie esigenze? Ci sono vari fattori da considerare e soprattutto da non sottovalutare: per prima cosa bisogna sceglierlo in base al gusto, visto che il latte fresco ha un sapore più nutrito e gustoso, mentre quello a lunga conservazione è più delicato e poco impegnativo.

C’è anche da valutare se si preferisce consumare il latte intero o quello parzialmente scremato. Rispetto al latte parzialmente scremato, quello intero è più ricco di nutrienti e ha un buon apporto di grassi, proteine e sali minerali, con un gusto particolarmente intenso.

Il latte parzialmente scremato subisce un processo di scrematura che lo rende meno grasso ma ne diminuisce al contempo anche i benefici nutrizionali. Rimane però un buon compromesso in quanto mantiene il gusto di latte fresco, anche se un pochino più delicato, e risulta sicuramente più digeribile rispetto a quello intero.

È poi buona abitudine controllare sempre l’origine del latte prima di acquistarlo, anche perché in Italia i controlli sono molto più rigidi che altrove. In più il latte proveniente dall’estero, che è già trattato, viene comunque sottoposto a un nuovo processo in Italia prima di essere messo in vendita e in questo modo perde ancora più nutrienti.

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