Muschi e licheni? Lasciamoli all’ambiente e alle renne

Indicatori di inquinamento atmosferico e alimento essenziale per le renne e molti altri animali. Meglio averne cura

0

Si dice spesso che ad ogni azione corrisponda una reazione pari e contraria. Dobbiamo, insomma, sempre di più, aver modo di riflettere sul peso delle nostre singole azioni, sulle connessioni che ci uniscono a esseri e organismi che vivono anche molto lontano da noi e su come queste azioni posso ricadere e decidere della loro stessa esistenza.

Pensiamo all’ambiente e a quanto questa “legge di vita” e di interazione porti tutti ad essere abitanti dello stesso cielo anche quando si fa finta di non vedere. Migrazioni di popoli, siccità, desertificazioni, cambimenti climatici finiscono per renderci tutti, uomini e animali, “fratelli di un comune destino”.

Non è esagerato dire che con una piccola azione possiamo aiutare il mondo ad avere un volto diverso. Basta pensare che se tutti insieme agissimo, ad esempio, per dire basta alle droghe, basta ai sogni facili, pensati appositamente per tenerci lontani dalla politica, basta alle evasioni che fanno male a noi e al pianeta, tipo i voli shuttle pensati per i miliardari, dunque dicendo basta a molte cose e prediligendo l’essenziale che davvero conta, il mondo potrebbe avere un volto diverso con la “rivoluzione silenziosa della consapevolezza”. Insomma, vivere come Pepe Mujica a molti può non piacere ma darsi una regolata si, è necessario.

Per scendere nel concreto, si avvicina il Natale, tempo di muschi, laddove presepi e decorazioni che preparano l’Avvento ancora sono permessi e consentiti perché non urtano la sensibilità di nessuno e tempo di renne. Pensiamo alla buona abitudine che ci ha portato a sostituire il tradizionale abete delle foreste del Nord, con l’alberello “eco” magari più “spelacchio” ma più rispettoso dell’ambiente.

Da questa riflessione sulle interconnessioni, riflessione che forse molti troveranno inutile, soprattutto i più “oltranzisti” e fedeli al modello occidentale globale, quello che vede la decrescita come rinuncia ai propri privilegi, arriviamo a parlare di muschi e di licheni.

Partendo da una frase di Paolo Rumiz che annota nel suo volume Trans Europa Express: “Per non parlare del furto del muschio, alimento vitale per le renne, portato in Occidente a centinaia di tonnellate per decorare le tombe dei ricchi. ‘L’Europa decora il suo cadavere con la fonte di vita delle renne’, ha commentato lo scrittore polacco Mariusz Wilk”.

Ecco la radice del problema. Non pensare che ad ogni azione corrisponda una conseguenza. O magari pensarci appena. Muschi e licheni rappresentano un alimento prezioso per le renne che si cibano di vegetali. D’inverno, alle temperature polari dove vivono, anche per loro può essere particolarmente difficile trovare cibo.

Muschi e licheni? Lasciamoli all'ambiente e alle renne

Una delle poche fonti di cibo in quel periodo, appunto, sono i licheni, nutrienti molto importanti perché sono tra i primi organismi che si insediano anche sulle rocce, svolgendo la funzione di “apripista” per la preparazione del substrato utile. In maniera che anche gli altri vegetali sopravvivano. Ancora a proposito di interconnessioni, pensiamo che nel 1986, dopo Chernobyl, alcune specie di licheni nel nord della Scandinavia avevano accumulato così tanta radioattività da rendere “radioattive” anche le renne.

Diverse specie di licheni sono invece molto sensibili all’inquinamento dell’aria, tanto da essere considerate indicatori utili per valutare la salute di un ambiente: se ci sono i licheni vuol dire che l’ambiente è pulito, se invece tendono a scomparire, il livello di inquinamento è alto e preoccupante.

Va anche sottolineato che le regioni artiche fanno da catalizzatore per l’inquinamento atmosferico generato nelle zone temperate, altamente industrializzate, del nord del mondo. Significa che se scompaiono i licheni per l’inquinamento o perché bisogna farne sfoggio per qualche decorazione “da ricchi”, la sopravvivenza delle renne e di molti animali come cervi, alci e capre delle nevi potrebbe essere a rischio. Sono motivi che devono invitare alla riflessione e ad amare l’ambiente. Anche rivedendo qualche modello concepito sino ad oggi.

Nno dobbiamo pensare solo al “nostro” di ambiente, quello dove viviamo, quello “più fortunato” ma riflettere sul mondo che potrebbe essere migliore per tutti. Anche in base alle nostre scelte. Senza le nostre amate renne, che Natale sarebbe? Meglio qualche albero e muschio “eco” e qualche licheno in più. Senonaltro, sapremo che “inquinamento che fa”.

Foto: Pixabay

Lascia una risposta