Pianeta: lo salvano i ragazzi. Ecco Youth Empowerment for Environment

Pianeta: per salvarlo ci pensano i ragazzi. Presentato ieri in Senato il progetto della Fiduper le scuole, Youth Empowerment for Environment, uno strumento in più per aiutare l’ambiente e noi stessi. Perché non c’è un Pianeta B. GPNews ne ha parlato con Claudia Laricchia, presidente della Commissione Ambiente e Innovazione della Federazione

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Pianeta: un progetto per salvarlo con al centro i ragazzi. Presentata infatti in Senato ieri 28 novembre l’iniziativa della Commissione Ambiente e Innovazione della Federazione Italiana Diritti Umani, Fidu: Youth Empowerment for Environment- #YE4E, uno strumento in più per aiutare la Terra e l’ambiente, indirizzato soprattutto ai giovani, dall’asilo alle superiori. Il suo lancio sarà a Milano il 1 dicembre, presso la School of Management dell’Università LUM Jean Monnet, Villa Clerici.

In proposito GPNews ha girato qualche domanda a Claudia Laricchia, da pochi mesi appassionata presidente della Commissione Ambiente e Innovazione della Fidu. Claudia è tra l’altro responsabile del programma “Future Food for Climate Change” del Future Food Institute e, soprattutto, una climate leader del The Climate Reality Project di Al Gore, l’ex vicepresidente Usa che tanto si spende in difesa dell’ambiente.

Per salvare il pianeta il tempo stringe

Il pianeta salvato dai ragazzi: Youth Empowerment for Environment
Claudia Laricchia

Questo ambiente che non ha più bisogno di parole ma di fatti concreti, e in fretta: l’Ipcc, Intergovernamental Panel on Climate Change, ha infatti stabilito che ci sono solo 12 anni per mantenere la temperatura della Terra al di sotto del grado e mezzo. Una soglia che superata porterà (non è un’ipotesi!) gravi conseguenze sul clima.

E allora l’idea è quella di rendere partecipi di un cambiamento positivo le generazioni più giovani, prendendole per mano in un percorso di consapevolezza e speranza per il futuro. “Diceva il grande scienziato Galileo Galilei che non puoi insegnare qualcosa ad un uomo, puoi solo aiutarlo a scoprila dentro di sé. È esattamente quello che vogliamo fare ed è per questo che abbiamo deciso di partire dai ragazzi”, sottolinea Laricchia. “L’obiettivo è di accompagnarli a trovare in loro stessi la giusta motivazione per agire, rendendoli parte attiva di un impegno collettivo con un atteggiamento propositivo nei confronti del rapporto uomo-natura, provocando un reale cambiamento culturale. Il tempo stringe, davvero.

Con Youth Empowerment for Environment – #YE4E desideriamo dare potere ai giovani per un ambiente sano. Il concetto che vogliamo fare veicolare è: bando alla pigrizia, aspettando che siano gli altri a fare qualcosa. No. Siamo noi in prima persona, senza delegare, a dover e poter agire. Il tempo è adesso, il pianeta non aspetta”.

Bisogna agire adesso, non c’è un Pianeta B

Il pianeta salvato dai ragazzi: Youth Empowerment for Environment

Anche nelle piccole azioni quotidiane, ci tiene a sottolineare Laricchia. Come ad esempio smettere di usare la plastica e tira fuori dalla borsa una borraccia che usa per portarsi dietro l’acqua, da usare all’infinito. Oppure vestirsi con abbigliamenti ottenuti dalla riconversione di scarti delle vigne o della frutta: i capi certo costano di più di quelli tradizionali, al momento, ma vuoi mettere quanto si risparmia sull’impatto ambientale? Un investimento per il futuro, parolina magica che affiora spesso durante questo colloquio: senza pratiche virtuose non ci sarà. Così è importante non sprecare il cibo o ricorrere alle energie alternative per limitare il ricorso alle fonti inquinanti. Tutto questo perché non solo dà speranza ma è proprio una necessità “vitale”.

E quali provvedimenti farebbe, Claudia Laricchia, se diventasse presidente del Consiglio? Sorride prima di rispondere: “Prenderei ispirazione dai casi di successo presenti nel mondo, ad esempio dalle città con una pesante storia industriale alle spalle ritornate a nuova vita riconvertendosi a produzioni verdi, come Pittsburgh negli Usa, un’esperienza che potrebbe andar bene per luoghi come Taranto, tanto per dire. Ma non ho bisogno di diventare presidente del Consiglio. Come cittadina mi impegno ogni giorno per cercare di cambiare le cose, perché è lo sforzo di tutti noi ad essere la vera chiave di svolta per un ambiente migliore”.

I pilastri di Youth Empowerment for Environment- #YE4E

E ciò è raggiungibile (anche) con il progetto Youth Empowerment for Environment – #YE4E: quali sono gli elementi principali? Racconta Claudia Laricchia: “YE4E si articola su tre pilastri fondamentali. Il primo è Mindfulness, ovvero avere cura di se stessi, per il benessere proprio e della collettività, acquisendo livelli di consapevolezza e attenzione anche su tutto ciò che ci circonda. In questo ci sarà la collaborazione con il Centro Tener A Mente di Vimercate (MB).

Il secondo è legato all’arte e alla creatività, ovvero linguaggi potenti che parlano al subconscio e danno una marcia in più all’agire. Poi c’è il digitale, anch’esso con l’obiettivo di mettere insieme tante “climate actions”, da mappare su una piattaforma digitale geolocalizzata” Che significa? “Realizzare un grande racconto collettivo che dal basso concorra appunto a rendere i giovani protagonisti del cambiamento, perché non c’è un pianeta B”.

Proprio una giovanissima è stata scelta come testimonial dell’iniziativa: YE4E porta per la prima volta in Italia, Greta Thunberg, 15 anni, che contro i cambiamenti climatici ha protestato per giorni davanti al Parlamento di Stoccolma: è suo il volto dell’opera-manifesto per l’ambiente realizzato dall’artista No Curves. Il secondo dopo quello di Maria Cristina Finucci, il Capo di Stato delle 5 isole ricoperte di plastica e responsabile del Gargabe Patch State, dal titolo emblematico: “No Planet B”, ispiratore di uno speciale gioiello creato dalla designer Ilaria Quotta di Arte Facta, realizzato da Imaginarium Creative Studio. 100 copie a 100 euro ciascuno, il cui ricavato sarà devoluto al progetto #YE4E che prenderà le mosse nei prossimi mesi dalla rete delle Scuole di Sustainable Development School – Cooperativa Sociale Camelot Onlus, un modello di istruzione scolastica che adotta lo sviluppo sostenibile come paradigma di riferimento per promuovere processi di rigenerazione umana, sociale e culturale in ogni declinazione.

L’appuntamento per saperne di più e farne parte, è dunque il 1 dicembre a Villa Clerici a Milano, via Giovanni Terruggia 8/14, alle ore 17.

(immagine d’apertura Pixabay)

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