Plastica, sempre meno anche in Coop

Guerra alla plastica, ora anche il marchio Coop ha promesso: solo imballaggi riciclabili e compostabili

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Coop, lotta alla plastica. Ora finalmente se ne parla. Sempre di più. Segno che qualcosa davvero si muove. Sempre maggiore consapevolezza riguardo ad un problema così serio per l’ambiente e per la nostra salute. La buona notizia è che la lotta alla plastica diventa un argomento su cui anche la grande distribuzione non può più fare finta di niente. E si adottano misure concrete. In Europa, ad esempio, nei mesi scorsi, la catena olandese Ecoplaza ha aperto il primo punto vendita “plastic-free” ad Amsterdam dove si vendono 680 prodotti senza plastica come carne, riso, latticini, biscotti, yogurt, snack, frutta e verdura.

In Italia, anche la Coop, da tempo, sta puntando a soluzioni sempre più “eco”. La raccolta differenziata della spazzatura ha “smascherato” l’invasiva presenza della plastica negli alimenti. Il 90% degli imballaggi alimentari è in plastica, dalle bottiglie dell’acqua alla frutta. Coop ha aderito alla strategia europea concertata per la lotta alla plastica.

Entro 4 anni (8 anni prima di quanto previsto l’Unione Europea) tutti i prodotti a marchio Coop, parliamo di un valore commerciale di circa 3 miliardi di euro, dovrebbero essere realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili. Come già sono in larga parte i prodotti Vivi Verde.

Un impegno per la tutela dell’ambiente che potrebbe significare, nel 2025 e in maniera graduale, arrivare a un risparmio totale di plastica vergine di 6.400 tonnellate annue. Cosa rilevante se pensiamo che 6.400 tonnellate annue corrispondono al volume indicativo di 60 Tir. Al posto di questa “invasione”, il corrispettivo in materiali riciclati.

Coop, le iniziative

L’impegno sottoscritto da Coop con la UE riguarda le bottiglie di acqua minerale, i flaconi detergenza casa e tessuti, le vaschette per ortofrutta. Rientrano nel progetto anche le cassette riutilizzabili che servono a movimentare l’ortofrutta, la carne e il pesce. Secondo quanto riportato da fonti ufficiali del marchio,”per le 27 referenze di acqua Coop già a dicembre 2019 si raggiungerà il 30% di presenza di riciclato fino a salire al 50% a gennaio 2023. Si tratta di impegni importanti, viste le quantità interessate. Solo le cassette usate in ortofrutta che vengono rinnovate ogni anno sono 600.000, già oggi contengono il 40% di plastica riciclata, per arrivare al 60% del 2025″.

A questi impegni già in essere o contratti con l’Unione Europea si sono aggiunti anche alcuni progetti speciali, in particolare per la pulizia del mare dalle plastiche e per la migliore informazione ambientale al consumatore. Tra le iniziative più recenti, degno di menzione, è il progetto Arcipelago Pulito che ha coinvolto Unicoop Firenze e altri partners, dando vita ad un protocollo d’intesa siglato a febbraio. Obiettivo: un mare senza rifiuti.

Arcipelago Pulito è un progetto sperimentale che coinvolge chi vive e lavora in mare. Da metà aprile 2018, infatti, le plastiche raccolte nelle quotidiane attività di pesca sono state “riorganizzate” in maniera virtuosa con i principali attori di questo palcoscenico: dai pescatori che recuperano i rifiuti fino all’azienda che li seleziona, smaltisce correttamente o conferisce loro una seconda vita.

Basti pensare che nei primi due mesi del progetto il bilancio è stato di 830 kg di rifiuti conferiti, così suddivisi: il 2,7% sono contenitori in plastica per liquidi, il 14,7% sono imballaggi vari, principalmente shopper e imballaggi alimentari, il 78% plastica dura e il 3,1% vetro, oltre a percentuali minime di altri materiali. Di questi il 18,7% è plastica recuperabile e nel 22% dei casi sono materiali a cui si può dare una seconda vita”.

L’impegno di Coop per l’ambiente è testimoniato anche da altre iniziative dirette al “green”. Tra queste, il marchio ricorda “Dalle azioni degli anni ’80 (una per tutte la campagna che mise al bando i pesticidi) alla più recente ‘Acqua di casa mia’ (2010/2013, volta a incentivare l’uso dell’acqua di rubinetto e comunque di acqua minerale proveniente da fonti vicine), all’attività di sensibilizzazione verso i fornitori di prodotto a marchio, prima con il progetto Coop for Kyoto del 2006 poi evoluto negli anni con “Coop insieme per un futuro sostenibile” del 2017”.

“Partiamo da una situazione di vantaggio grazie a scelte fatte nel tempo per la riduzione, il riciclo e il riuso – ha spiegato Maura Latini, direttore generale di Coop Italia – Stando alla direttiva europea, ad esempio, abbiamo in Coop già sostituito alcuni prodotti monouso in plastica con materiali biodegradabili e compostabili: è il caso delle stoviglie in PLA dal 2004 e dei bastoncini di cotone per orecchie biodegradabili, già così da anni, anche se per legge dovranno esserlo dal 2019″. I risultati sono oggi importanti: forte adesione alla campagna con 328 fornitori coinvolti in processi di miglioramento sostenibile delle proprie performance produttive.

L’azienda sta anche lavorando ad una campagna di mobilitazione e di informazione che dovrebbe partire a breve e che prevede il coinvolgimento di soci e consumatori per incentivare al comportamento “ecosostenibile”.
Perché ognuno di noi, tramite le proprie azioni, può generare una rivoluzione e dare vita a un mondo nuovo.

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