venerdì, Settembre 24, 2021
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Tempesta di agosto: il grido d’allarme di Coldiretti

Se volessimo commentare con ironia, certamente fuori luogo, verrebbe spontaneo dire “non ci facciamo mancare nulla”. Infatti, come se non bastassero sei mesi da incubo che hanno provato la nostra economia, con una pandemia che ancora non dà speranze per il futuro, la fine di agosto è stata funestata dai consueti fenomeni atmosferici estremi.

Dalle trombe d’aria, a chicchi di grandine grandi come palline da ping pong, a fiumi che esondano. A pagare il prezzo più alto sono le campagne, devastate dal maltempo: alberi da frutta divelti, filari di vigneti abbattuti, serre distrutte e coltivazioni sott’acqua dal nord al centro Italia dove appena arrivata la perturbazione ha già colpito tra l’altro ulivi, sorgo e girasole.

Questa situazione drammatica emerge dal monitoraggio dei danni di Coldiretti. La tempesta di agosto ha investito a macchia di leopardo il nostro Paese, facendo scattare la richiesta di verifica dello stato di calamità per l’agricoltura nelle zone colpite, con milioni di euro di danni: dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia al Trentino Alto Adige fino a Marche, Toscana e Lazio. Un mese di agosto pazzo segnato da quasi 10 tempeste al giorno che hanno devastato i raccolti, secondo l’elaborazione di Coldiretti, su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

In questa fase stagionale la grandine è la più temuta dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca ai raccolti, ma in molte aziende anche le reti stese a protezione di viti, kiwi, mele e pere – sottolinea la Coldiretti – sono state devastate dalla furia del clima. Sott’acqua sono finite intere coltivazioni di ortaggi, legumi ma anche il mais e la soia necessarie per l’alimentazione degli animali nelle stalle.

Molte aziende – precisa la Coldirettihanno perso in pochi attimi un intero anno di lavoro, ma si contano anche danni strutturali con gli impianti che non potranno più produrre per molto tempo. I tecnici di Coldiretti sono al lavoro per la valutazione dei danni e per l’assistenza alle aziende agricole nelle zone colpite dove si deve fare i conti anche con frane e smottamenti che ostacolano la viabilità e con terreni che non riescono ad assorbire le violente precipitazioni.

Tutto questo, ci tiene a precisare Coldiretti, è conseguenza diretta dei cambiamenti climatici e l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma anche in Italia, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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Foto. Pexels

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