Unire (davvero) l’Italia? Ci vuole un unico sentiero!

Un unico sentiero escursionistico che unisca tutta l’Italia da percorrere a piedi, lentamente, tra le nostre bellezze: è il progetto Sentiero Italia del CAI

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Si chiama semplicemente così: Sentiero Italia ed è un modo bellissimo per unire (davvero) l’Italia. Si tratta di un progetto del glorioso CAI, il Club Alpino Italiano, che ha lanciato l’idea anzi, l’ambizione, come dicono loro, di unite tutto il territorio nazionale con un unico itinerario escursionistico. Ciò significa: rivedere, recuperare e rilanciare il tracciato escursionistico del “vecchio” Sentiero Italia con cui riconnettere tutte le regioni italiane, attraverso i suoi oltre 6000 km, ad alto livello di  fascino, bellezza, tradizioni. Un’idea da realizzare in questo 2019, che è l’anno del cammino lento. Del Sentiero Italia abbiamo parlato anche qualche giorno fa a proposito del progetto di Crowfunding organizzato dai giovani dell’associazione Va’ Sentiero, Yuri Basilicò, Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono.

Unire il paese dagli Appennini alle Alpi alle isole

Per unire il paese, il Sentiero Italia si sviluppa lungo l’intera dorsale appenninica, isole comprese, e sul versante meridionale delle Alpi. È un’opera di ripresa e riutilizzo di ampie parti, poiché il Sentiero Italia è nato nel 1983, ideato da un gruppo di giornalisti escursionisti, riuniti poi nell’Associazione Sentiero Italia, per poi essere fatto proprio dal CAI nel 1990 ed essere inaugurato nel 1995 con una grande manifestazione “Camminaitalia 95”. Un evento ripetuto poi nel 1999 assieme all’Associazione Nazionale Alpini (ANA). Di tempo ne è passato e per unire l’Italia passo dopo passo bisogna andare alla ricerca delle parti originarie per ridare al percorso la possibilità di essere usufruito nella sua interezza, valutando la situazione attuale e individuando le varianti necessarie per risolvere problemi di percorribilità e ricettività.

Unire (davvero) l’Italia? Ci vuole un unico sentiero
La tipica segnaletica del CAI

Abbiamo un sogno… non appena si lascia la strada asfaltata…

Abbiamo un sogno, quello di unire l’Italia intera in un grande abbraccio, attraverso la percorrenza a piedi degli straordinari territori che il nostro paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata”, afferma il presidente generale del CAI Vincenzo Torti. “Sarà un percorso escursionistico, un trekking da percorrere zaino in spalla, che non toccherà le cime delle montagne, ma il cuore e l’anima della nostra Italia”.

Le tappe per unire l’Italia della bellezza

Unire (davvero) l’Italia? Ci vuole un unico sentiero
Il percorso sulla mappa è in tre colori. GRIGIO è il tracciato storico del Sentiero Italia; VIOLA è il tracciato verificato del nuovo Sentiero Italia CAI; ROSSO è il tracciato verificato e segnato con i colori rosso-bianco-rosso ma non ancora con la specifica segnaletica del Sentiero Italia CAI che è in fase di realizzazione

I km di Sentiero Italia sono esattamente 6880, identificati nella segnaletica che lo traccia, uniformata da cartelli segnavia colorati di rosso-bianco-rosso. A valorizzare i tratti di loro competenza si sono attivate e si attivano le sezioni regionali del CAI. Le tappe sono circa 400 e utilizzano per lo più alcune grande vie sentieristiche già pre-esistenti. Tra queste: la Grande Traversata delle Alpi in Piemonte, lunga circa 1000 km; l’Alta Via dei Monti Liguri in Liguria (44 tappe per oltre 400 km); le 28 tappe della Grande Escursione Appenninica in Toscana e in Emilia Romagna (425 chilometri) e il Sentiero del Brigante in Calabria con le sue nove tappe (120 km di lunghezza).

I consigli per assaporare le meraviglie al meglio

Unire (davvero) l’Italia? Ci vuole un unico sentiero
In Sardegna, tra Burcei e Castiadas

I percorsi previsti sono di media montagna, dunque, per consentirne la percorrenza anche a chi non è un’escursionista molto esperto. Ma un po’ di allenamento ci vuole però. Il consiglio è prepararsi percorrendo nei week end (con lo zaino sulle spalle) sentieri e mulattiere progressivamente più lunghi (con un impegno che può andare da alcune ore a più giorni), migliorando così la propria resistenza alla fatica e la conoscenza dell’ambiente alpino e appenninico. Importante. Ai piedi no le scarpe da ginnastica, ma scarponcini o pedule impermeabili a collo alto e con suola tipo Vibram, che permettono di muoversi in sicurezza anche su terreno bagnato e accidentato, in salita e in discesa. E da rodare sempre, mai indossarle nuove! Non serve neppure accamparsi lungo i tracciati, poiché è in allestimento una rete di posti tappa, strutture adatte al pernottamento che in genere dispongono anche di locale cucina e che sono spesso collocate in borgate, frazioni e paesi dove dormire, mangiare, godere di tutto ciò che è intorno.

 

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