(Adnkronos) – La Nasa riporterà a casa in anticipo gli astronauti che si trovano a bordo della Stazione spaziale internazionale dopo il problema medico che ha interessato uno dei membri dell’equipaggio della missione Crew-11. E’ la decisione comunicata nelle scorse ore durante una conferenza stampa. Dopo aver annullato una passeggiata spaziale prevista per giovedì, l’amministratore dell’agenzia spaziale ha dichiarato che si è agito seguendo un principio di cautela. Da qui la scelta “dell’evacuazione medica controllata” dell’equipaggio di 4 persone prima del rientro programmato. Nei 25 anni di storia della stazione spaziale, si legge sul ‘New York Times’, questa è la prima volta che gli astronauti tornano in anticipo a causa di un problema medico.
La Nasa non ha fornito dettagli su quale componente del team avesse avuto il problema medico, né di quale tipo di problema si tratti. Tuttavia, l’agenzia ha comunicato che le condizioni dell’astronauta risultano stabili. Si tratta di uno dei 4 arrivati alla stazione spaziale ad agosto in una delle capsule Crew Dragon della SpaceX: Zena Cardman e Michael Fincke della Nasa; Kimiya Yui dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov della Roscosmos, l’agenzia spaziale russa. La loro missione si sarebbe dovuta concludere il mese prossimo, dopo l’arrivo del Crew-12, il successivo gruppo di quattro astronauti. Ora però il team si staccherà e tornerà sulla Terra nei prossimi giorni. “Sono giunto alla conclusione che è nel migliore interesse dei nostri astronauti far rientrare Crew-11 prima della partenza prevista”, ha dichiarato in conferenza stampa Jared Isaacman, amministratore della Nasa solo dal 18 dicembre.
Non si è trattato di un’emergenza che richiedesse un ritorno immediato sulla Terra, hanno precisato sia Isaacman che altri funzionari della Nasa, ma di una prudente precauzione data la limitatezza delle strutture mediche presenti sulla stazione spaziale. “Resta quel rischio persistente e la persistente domanda su quale sia quella diagnosi”, ha aggiunto James Polk, responsabile sanitario e medico della Nasa. “Ciò significa che c’è un rischio persistente per l’astronauta a bordo. E quindi, come sempre”, prevale il tema “della salute e del benessere dell’astronauta”. Polk ha descritto le condizioni dell’astronauta come “assolutamente stabili”. Dopo il rientro di Crew-11, tre astronauti rimarranno sulla stazione spaziale: Christopher Williams della Nasa e i russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev. Arrivati a bordo di una navicella russa Soyuz a novembre, dovrebbero rimanere fino all’estate. Il minor numero di astronauti in orbita potrà continuare a gestire la stazione spaziale, anche se probabilmente dovrà ridurre la quantità di lavoro scientifico da svolgere.
Fincke e Cardman avrebbero dovuto effettuare una passeggiata spaziale di sei ore e mezza giovedì per aggiornare il sistema energetico della stazione. Polk ha puntualizzato che il problema medico non era correlato alla passeggiata spaziale o alle operazioni della stazione spaziale.
La Nasa ha spiegato che questo era il quarto viaggio di Fincke nella stazione spaziale, il secondo di Yui e il primo volo spaziale per Cardman e Platonov. Nell’ambito della missione, alcuni astronauti stanno partecipando a studi per valutare l’impatto che i viaggi nello spazio profondo potrebbero avere sulla salute. Questo lavoro include l’esame di come l’organismo elabora le vitamine del gruppo B nello spazio e di come i fluidi corporei vengono ridistribuiti durante la costante assenza di gravità.
Si prevede che la tempistica per il rientro sarà annunciata nelle prossime 48 ore. Il rientro seguirà le consuete procedure, con ammaraggio nell’Oceano Pacifico a ovest di San Diego. La Nasa e SpaceX stanno inoltre cercando di anticipare il lancio del Crew-12. Un lancio anticipato, è stato puntualizzato, non avrebbe comunque alcun effetto sulla missione Artemis II della Nasa, il cui lancio è previsto per il mese prossimo, durante la quale 4 astronauti partiranno per un viaggio di andata e ritorno sulla Luna senza atterrare.
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