Se ne è parlato a Monza in un primo di un ciclo di incontri, promosso da ASviS e AXA Italia, con l’obiettivo di monitorare e rafforzare la capacità dei territori del Nord Italia di definire e attuare politiche di sviluppo sostenibile in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Il Rapporto ASviS I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile rappresenta uno strumenti di grande utilità a disposizione dei decisori politici e della società civile. Grazie a indicatori statistici elementari e compositi, il rapporto raccoglie e analizza il posizionamento di regioni, province, città metropolitane, aree urbane e comuni rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
Il 2030 è meno lontano di quanto sembri e l’ultimo Rapporto, presentato a dicembre 2025, ha voluto mettere al centro dell’analisi quello che è il ruolo degli enti locali, delle città, delle aree interne e dei territori montani nelle transizioni ambientali, sociali ed economiche. Ciò che ne è emerso è che regioni e province autonome rappresentano lo snodo decisivo per l’attuazione dell’Agenda 2030.
Sulla base dei dati del Rapporto, a Monza presso villa Reale, si è aperto il primo di un ciclo di incontri, promosso da ASviS e AXA Italia con l’obiettivo di monitorare e rafforzare la capacità dei territori del Nord Italia di definire e attuare politiche di sviluppo sostenibile. L’incontro è stata l’occasione per presentare il rapporto “Obiettivi globali, soluzioni locali”, un documento, pubblicato nel dicembre 2025 e realizzato con il supporto di AXA Italia, che mira a declinare i contenuti dell’Agenda 2030 sulla dimensione territoriale del Nord Italia.
L’incontro di Monza inaugura un percorso che nei prossimi mesi toccherà altri territori del Paese, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di politiche territoriali più efficaci e coerenti con gli impegni dell’Agenda 2030.
La raggiungibilità entro il 2030 degli obiettivi quantitativi nelle Regioni di Nord
L’ASviS ha fornito un’analisi sulla raggiungibilità, entro il 2030, di 29 obiettivi quantitativi per le Regioni del Nord Italia. Nel complesso, tutte tranne una (Emilia-Romagna), registrano un numero di Obiettivi quantitativi raggiungibili entro il 2030 che oscilla tra un minimo di 9 ad un massimo di 13 sui 29 totali.
Michela Muscettola, ricercatrice dell’ASviS, ha sottolineato quanto “gli obiettivi quantitativi rappresentino un riferimento puntuale per il decisore pubblico nella definizione delle azioni da attuare a livello territoriale. L’analisi dei dati consente di programmare le azioni e le politiche da compiere e valutarne nel tempo l’efficacia”.

I territori con una situazione meno critica sono la Provincia autonoma di Trento (con 13 Obiettivi raggiungibili, pari al 48% del totale) e le Regioni Valle d’Aosta e Liguria (con 12 obiettivi su 29 raggiungibili, pari al 41%).
Di contro, le Regioni con situazioni più critiche sono la Lombardia e l’Emilia-Romagna che mostrano, complessivamente, 17 e 18 obiettivi con progressi insufficienti o in allontanamento.
Come sottolineato da Giulio Lo Iacono, Segretario Generale dell’ASviS : “Il Rapporto ASviS 2025 sui territori mostra un quadro con progressi e potenzialità importanti ma anche tanti ritardi e la necessità di un cambio di passo nell’azione pubblica.
È necessario inserire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile al centro delle politiche territoriali, rafforzando strumenti e competenze per il disegno e l’attuazione di politiche integrate e coerenti, condizione indispensabile per migliorare la sostenibilità economica, ambientale e sociale promossa dall’Agenda 2030 e dalle politiche europee”.
Le Regioni del Nord e i 17 Goal dell’Agenda 2030, forti criticità sul piano ambientale
Il Rapporto ASviS evidenzia inoltre che, rispetto all’andamento complessivo per i Goal dell’Agenda, tutte le Regioni del Nord mostrano segnali complessivamente incoraggianti in istruzione, parità di genere, consumo e produzione responsabili con un andamento positivo rispetto al 2010.
Permangono invece criticità sul piano ambientale: tutte le Regioni del Nord mostrano una valutazione negativa sul consumo di suolo.
Risultati incoraggianti si registrano per la riduzione della dispersione scolastica, ma molte Regioni presentano profili di eccellenza accompagnati da criticità strutturali.
L’Emilia-Romagna e la Lombardia, ad esempio, si distinguono per risultati positivi in istruzione ed economia circolare, ma mostrano difficoltà persistenti in altri ambiti, come sconfiggere la povertà e la tutela della vita sulla terra.
ASviS ha anche presentato una “Raccolta di Buone pratiche”, oltre 200 esperienze concrete e selezionate su tutto il territorio nazionale dalla Commissione “Buone Pratiche” del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 11 e realizzate da associazioni, enti locali, aziende o associazioni no-profit a dimostrazione di come la sostenibilità possa tradursi in azioni capaci di generare impatti reali e futuri.
Il Rapporto ASviS e i territori montani: servono politiche territoriali mirate
Un’attenzione particolare è stata poi dedicata ai territori montani, che nel Nord Italia mostrano segnali di maggiore resilienza rispetto ad altre aree del Paese.
In diverse realtà si osservano esperienze di tenuta demografica e di neo-popolamento, che indicano come la montagna possa diventare parte attiva delle strategie di sviluppo sostenibile, a condizione di condurre politiche territoriali mirate ad assicurare un livello adeguato di servizi e mobilità e a gestire i rischi ambientali.
Simone Ombuen, coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 11 (città e comunità sostenibili), ha evidenziato “come il futuro della coesione territoriale nel nostro Paese dipende dalla capacità di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti e misurabili. Le aree interne e montane non si salvano dalla policrisi che affligge il Paese se non contribuendo ad un cambio profondo dell’intero modello di sviluppo”.