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Coltivare il tabacco: rilancio e nuova reputazione

Coltivare il tabacco: rilancio e nuova reputazione
Foto di Couleur da Pixabay

La coltivazione del tabacco è da sempre legata alla produzione di sigarette e sigari, primi imputati per lo sviluppo di malattie legate al fumo. Non è che le cose non stiano così, ma la novità sta nelle potenzialità benefiche che questo prodotto agricolo può avere e che potrebbero completamente ribaltare la sua reputazione: le piante di tabacco come fonte di prodotti “benefici” dai vaccini agli anticorpi, fino ai cosmetici. E’ lo scopo del progetto europeo Newcotiana, in cui l’Italia è rappresentata dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che vuole rilanciare la produzione di tabacco anche nel vecchio continente, per avere a disposizione molecole benefiche e costruire “biofabbriche” per farmaci e cosmetici.

Il settore del tabacco in caduta libera

Il progetto coinvolge 19 paesi ed è finanziato con 7,2 milioni di euro, con l’obiettivo di rivitalizzare in chiave sostenibile nel campo della salute e dell’ambiente la coltivazione del tabacco. Tutto ciò avrebbe anche notevoli benefici in campo economico, rilanciando un settore che in tre decenni è diminuito di circa sei volte sia in Europa, dove la superficie coltivata è passata da 710mila a 115mila ettari, che in Italia, dove si è scesi da 81mila a 15mila ettari.

Le specie utilizzate

“Le specie che useremo sono il tabacco coltivato Nicotiana tabacum e la sua cugina australiana Nicotiana benthamiana, che è stata già utilizzata nel ‘molecular farming’ per la produzione del farmaco sperimentale anti-Ebola ZMAPP – spiega Giovanni Giuliano, genetista dell’Enea – su queste piante verranno utilizzate differenti tecniche di miglioramento genetico”, arrivando a modificare la composizione genetica delle piante, che anziché produrre nicotina, diventeranno “future biofabbriche di farmaci e cosmetici”.

L’impegno dei laboratori Enea

I laboratori Enea si dedicheranno in particolare “alla produzione delle piccole molecole, come carotenoidi con funzione protettiva per l’occhio e alcaloidi piridinici, utili nella cura palliativa di malattie come sclerosi multipla e Alzheimer”, conclude il ricercatore che rappresenta l’Italia nel progetto Ue.

Piante modificate ma non transgeniche

Il progetto Newcotiana è appena nato, ma nel giro di tre anni dovrebbe portare in campo le due specie ‘editate’ con le cosiddette ‘New Plant Breeding Techniques’ (Npbt): quindi, piante di tabacco modificate ma non transgeniche. La scelta di condurre le sperimentazioni sulla pianta di tabacco dipende dal fatto che è facilmente trasformabile, si conosce geneticamente a fondo e permette grosse rese in biomassa, oltre al fatto che non appartiene alle specie commestibili e, quindi, non presenta problemi di contaminazione anche accidentale della catena alimentare.

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