Divulgare la scienza e la biodiversità

Scienza e biodiversità: non è sempre scontato che se ne parli e se ne parli bene, soprattutto. Una coppia di fratelli gemelli di Roma ha deciso di farne obiettivo di vita e lavoro e ci raccontano di come arricchirci di tutte quelle specie animali e vegetali attorno a noi

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Parlare di scienza e biodiversità, raccontare le curiosità della natura in ogni sua forma: ecco la scelta di vita e lavoro di due fratelli gemelli di Roma, entrambi laureati in scienze naturali, Fabio e Marco Fasoli, quest’ultimo con una specializzazione in ecobiologia. GPNews ha raccolto la loro testimonianza.

Chi siete? “Due giovani naturalisti, accomunati dalla passione per il funzionamento del mondo naturale che ci ha sempre guidati alla scoperta del ruolo di ogni singola specie nel proprio ecosistema. Entrambi consideriamo di vitale importanze tutelarle e conservare il nostro patrimonio naturalistico. E riteniamo che la divulgazione scientifica e la didattica ambientale possano giocare un ruolo fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo”.

Il modo giusto per “fare” documentari su scienza e biodiversità

Divulgare la scienza e la biodiversità
Un cervo nello scatto di Marco Fasoli

Di quali progetti vi state occupando? “Assieme alle attività in ambito conservazionistico, negli ultimi anni, abbiamo deciso di unire all’amore per la natura, la biodiversità e la scienza, quella per la realizzazione di foto e video naturalistici. Siamo alla costante ricerca di un “modo di fare documentari” che sia al contempo scientifico e accessibile e che renda possibile a tutti la scoperta delle meraviglie naturali, spesso solo a pochi passi da noi, e del ruolo che ogni specie ha nella nostra esistenza. Proprio in quest’ottica è stato ideato Natural Pills Italia, il progetto su cui al momento stiamo lavorando, che rappresenta un vero e proprio viaggio alla scoperta delle specie e della biodiversità nella nostra penisola”La biodiversità, a parte in tutto il nostro paese, di alto livello, è notevole anche a Roma: cosa potete raccontare in proposito? “Assolutamente, Roma nel suo complesso presenta un’alta biodiversità. Numerosi sono i fattori che concorrono a questo, sicuramente tra i più importanti la grande estensione e varietà delle aree verdi presenti. La capitale, infatti, con i suoi numerosi parchi urbani, giardini pubblici, aree protette e aziende agricole, ha il prestigioso primato di essere la città più verde d’Europa. Basta fare una passeggiata lungo le vie della città o in un parco urbano per incontrare un gran numero di specie animali e vegetali”. Animali e piante che un tempo se ne stavano ben alla larga dai centri urbani e oggi ne cercano ospitalità: perché? Sono tante le ragioni che giocano un ruolo in questo fenomeno di colonizzazione dei centri urbani e che offrono diversi vantaggi: la temperatura più alta di almeno 1-2 gradi rispetto alle zone limitrofe, la bassa presenza di predatori, fra cui anche i cacciatori, la possibilità di reperire acqua e cibo, la presenza di rifugi e luoghi idonei alla nidificazione. Inoltre importanti motivi sono il disturbo antropico e l’espansione delle città, che sempre più coinvolgono aree limitrofe ai centri urbani”.

Divulgare la scienza e la biodiversità
Marco in Abruzzo

Biodiversità e scienza da raccontare al meglio

Quali specie sono “insolitamente” presenti in città? E cosa si può fare? Ad esempio, cinghiali, parrocchetti (e altri pappagallini tropicali), gabbiani, persino volpi… come accoglierli e non esserne schiacciati? “Quando si parla di specie “insolite”, è importante non fare confusione e trattarle ciascuna singolarmente. Nel caso dei gabbiani o delle volpi o altri animali quali cornacchie, pipistrelli, scoiattolo rosso, le motivazioni della loro presenza in città è fortemente legata ai vantaggi di cui abbiamo parlato prima. Diverso è invece il caso di specie aliene, ovvero che non fanno parte della nostra fauna autoctona, che si trovano ad abitare un territorio al di fuori del loro areale a causa dell’azione dell’uomo. Ad esempio, nel caso del parrocchetto, probabilmente è stata rilasciata, accidentalmente o meno, qualche coppia, che, trovando condizioni idonee, ha proliferato arrivando a numeri anche elevati di individui. Altro caso può essere rappresentato da specie domestiche liberate dall’uomo e che ora ritroviamo in città in uno stato semi-selvatico, come il piccione torraiolo.

Per quanto riguarda le preoccupazioni per una loro presenza occorre non farsi “prendere dal panico” e, anche in questo caso, analizzare ogni specie con attenzione. Per il cinghiale, le problematiche principali sono legate ai danni ai coltivi e agli incidenti stradali. Tra i rimedi attuabili che possono attenuarle ci sono l’utilizzo di recinzioni elettriche, abbattimenti selettivi, adeguata segnaletica stradale, in grado di permettere una pacifica convivenza tra l’uomo e questo animale. Differente è il caso di specie straniere che andrebbero sempre eradicate dai luoghi in cui vengono introdotte, per conservare gli ecosistemi autoctoni”. Lo scorso anno gli storni hanno disertato tante zone di Roma, quest’anno sono ritornati e già hanno creato problemi causa mix guano e pioggia (tanto da chiudere tratti del lungotevere): colpa loro? O nostra? “Innanzitutto riteniamo che parlare di colpa, in questi casi, può portare ad una visione sbagliata della questione. O meglio, occorre analizzare ogni singolo caso approfonditamente, al fine di individuare, in una situazione di normale interazione tra uomo e animale, quali possano essere state le nostre responsabilità, magari per una non adeguata gestione della situazione, nell’insorgere di una criticità.

Come nel caso dei cinghiali, esistono rimedi che possono facilitare la convivenza tra l’uomo e alcune specie e ridurre l’impatto reciproco. Nel caso specifico dello storno, negli ultimi anni, è stato utilizzato il lancio di richiami di predatori e di versi di allarme dello stesso in prossimità dei dormitori cittadini e questo li ha inizialmente allontanati da quelle aree. Ciò che potrebbe essere accaduto è che gli stormi di storni si siano assuefatti al rimedio e non avendo riscontrato un reale pericolo di predazione in quelle zone vi abbiano fatto successivamente ritorno ritenendole un valido rifugio”.

Divulgare la scienza e la biodiversità
“Natural Pills Italia”, viaggio alla scoperta della biodiversità nel nostro paese, è il progetto su cui stanno lavorando i fratelli Fasoli: qui un momento della messa in opera

La scienza mette in mostra tutta la sua eccellenza

“Questo apre un’ulteriore parentesi in questo discorso, che riguarda il non accontentarsi di un buon rimedio, nonostante la sua iniziale efficacia, ma di ricercarne sempre di nuovi e più validi anche al fine di mettere in atto una loro rotazione”. Ci sono zone nella capitale da andare a visitare come se fossero un piccolo (grande) safari? “Certo! Roma offre la possibilità di compiere molti “piccoli-grandi safari”. La presenza di un gran numero di aree verdi e la grande diversità di ambienti che queste ospitano: dall’ambiente fluviale, come nel caso della riserva naturale della Valle dell’Aniene, a quello boschivo, come nel caso della riserva dell’Insugherata, a quello agricolo, come nel caso dell’Azienda agricola di Castel di Guido, solo per citarne alcune; rendono la capitale un luogo ideale per compiere queste attività. Basta fare anche una semplice passeggiata in una delle molte ville presenti a Roma per avere l’opportunità di incontrare numerose specie animali e vegetali e verificare che quanto detto sia vero”.

Divulgare la scienza e la biodiversità
Fabio sul campo in Abruzzo

La scienza insegna che la biodiversità in natura è ricchezza non svantaggio

Cosa pensate della proliferazione degli ailanti che stanno soppiantando tanti alberi nostrani? Anche qui, che fare? “Bisogna innanzitutto distinguere tra specie aliene e specie aliene invasive. Queste ultime, come nel caso dell’ailanto, sono caratterizzate da una elevata capacità di colonizzazione e da un alto tasso di successo nella competizione con le specie autoctone. Proprio per queste caratteristiche rappresentano una minaccia degli ambienti naturali dove vengono introdotte:  occorre intervenire prima di una loro proliferazione, cosa che renderebbe estremamente difficile qualsiasi successivo tentativo di eradicazione. Possiamo citare qualche esempio di queste specie anche nel regno animale e ormai diffuse, purtroppo, nel nostro territorio come la nutria e la tartaruga palustre americanaNel caso specifico dell’ailanto purtroppo siamo in netto ritardo rispetto ai più efficaci tempi d’intervento e quindi, secondo noi, al momento risulta importante l’attuazione di misure contenitive della sua proliferazione”. Insomma, come arricchirci della biodiversità urbana, senza se e senza ma? “Secondo noi la biodiversità urbana rappresenta una vera e propria ricchezza in quanto consente veramente a chiunque di entrare a contatto con affascinanti specie animali e vegetali e può fornire da stimolo a scoprire cosa c’è e chi vive un po’ più in là… Pur avendo ben chiare le problematiche che la stretta convivenza con determinate specie può determinare riteniamo che i vantaggi che da questa si possono ottenere siano nettamente superiori”.

Dunque scienza, biodiversità e natura da conoscere, capire, amare e affrontare nel migliore dei modi.

Foto di apertura di Marco Fasoli.

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