Il lato G della geologia: On The Rocks

Il visual contest geologico On The Rocks è dedicato al lato G della geologia, declinata/declinabile in ogni sua parte. Tra poco comincia la terza edizione. Uno degli ideatori, il petrografo Stefano Poli, ci racconta che cosa è

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Il lato G della geologia. E cioè? “G come gioia, ovvero il piacere della geologia, questa disciplina scientifica quasi sempre associata a catastrofi e al rischio, sismico, franoso, vulcanico, idrogeologico”, spiega Stefano Poli, docente di Petrologia e Petrografia presso l’Università di Milano Ardito Desio e uno degli organizzatori di un concorso speciale, On The Rocks, il primo visual contest geologico aperto ad esperti e appassionati, proprio tutto attorno a questo particolarissimo lato G della geologia anzi, ai suoi tanti lati G. “Il nostro obiettivo”, racconta a GPNews il professore che è diventato geologo per il suo amore per l’ambiente e le montagne ma (anche) perché irrimediabilmente affascinato dai ghirigori che i minerali disegnano dentro una roccia, “è proprio quello dei puntare agli accenti positivi della Terra, che è anche risorse e felicità. Pensate a un fantastico bagno termale, a Saturnia in Toscana o a Pré Saint Didier in Valle d’Aosta: tutto possibile grazie al calore terrestre. Oppure alla meraviglia di entrare in una grotta. O magari dell’incanto nel capire come si è formata una bella scogliera. Gli aspetti che sprizzano piacevolezza sono tanti e noi li vogliamo far vedere”. E così è nato il visual contest geologico On The Rocks, all’interno della Società Geologica Italiana, la più antica associazione scientifica italiana che opera nel campo delle Scienze della Terra, fondata nel 1881.

Un bel vedere: la roccia dolomitica dell’Antelao sbuca tra neve e nubi

Oltre a Stefano Poli, gli  altri ideatori/organizzatori sono Elisabetta Erba, paleontologa, Luigi Bignami, giornalista scientifico, Luca Mariani, regista videomaker. Lo scopo è dunque promuovere la raccolta di video che narrino le diverse sfaccettature della Terra. “L’idea è duplice”, dice il professor Poli. “Da un lato c’è quella di trasmettere la passione della geologia anche ai non addetti ai lavori grazie all’efficace mezzo espressivo rappresentato dai video. Dall’altro, stimolare chi vive di geologia, i professionisti, a trasformare la classica documentazione in power point o i rapporti scritti nei potenti linguaggi dei filmati”. Tutto è possibile, in modo più o meno creativo, grazie a On the Rocks, e tutto in 3 minuti (il tempo massimo dei video).

Chi può partecipare per dare la propria versione sul lato G della geologia? Praticamente tutti!

“Il contest è aperto ai giovani, agli studenti delle diverse scuole, fino all’università: la categoria è “Geologiovani”. Poi c’è “3 anni in 3 minuti”, per chi fa il dottorato di ricerca e in tal modo può documentare le sue ricerche condotte in quel periodo. Con “Rolling Stones” la platea di partecipazione si ampia: ricercatori, professionisti che lavorano in proprio o per terzi nel campo della geologia e soprattutto ogni appassionato che voglia dire la sua sulle tante declinazioni di questa scienza (fan di fossili, rocce, ghiacciai… avanti tutta, ndr). E probabilmente quest’anno”, si sbilancia il professore, “ci sarà una terza categoria, “Geologia e cucina”, ma ci stiamo ancora lavorando”. Beh, fantastico, non c’è che dire, un lato G anche goloso, mica male.

Dunque: videogeologici pronti al via! Ci si può iscrivere al contest da inizio marzo. La scadenza di presentazione è a fine giugno. Occhio al sito e ai vari canali di On The Rocks, da You Tube a Instagram. La premiazione ci sarà a Parma il 17 settembre, all’interno dell’annuale congresso della Società Geologica italiana. I video saranno selezionati da una giuria composta anche dai presidenti di vari enti, come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia o l’Ispra, e da videomaker esperti. I vincitori avranno premi in denaro e targhe.

Lo scorso anno c’è stata anche una menzione speciale della Società Geologica Italiana per il video prodotto dal più giovane partecipante, Cosimo Verga, appena 11 anni, che ha raccontato la storia di un fossile trovato tra i sassi di un giardino: il Mistero di rielaborazione antropocenica nel giardino di Caterina. Eccolo:

https://www.sgi-ontherocks.it/267n171/mistero-di-rielaborazione-antropocenica-nel-giardino-di-caterina.html

E per assaporare i video vincitori del 2018 cliccate qui.

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