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Innovation Summit: 4 imprese su 10 investiranno in Intelligenza Artificiale nei prossimi 3 anni

Innovation summit: 4 imprese su 10 investiranno in Intelligenza Artificiale nei prossimi 3 anni
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Le AI più utilizzate nella vita quotidiana: traduzioni (43%), assistenti vocali (40%) e previsioni del traffico in tempo reale (37%).

Il tema dell’Intelligenza Artificiale a un anno dal lancio di ChatGPT, continua ad essere al centro del dibattito nell’opinione pubblica e nelle imprese.

Ma cosa ne pensano i cittadini e le aziende italiane del tema di cui si discute da un anno?

Le imprese italiane si stanno organizzando per sfruttare le opportunità dell’intelligenza artificiale: oltre il 40% aumenterà gli investimenti nel settore nei prossimi 3 anni, e la maggioranza (59%) già oggi utilizza soluzioni di AI.

Queste sono alcune delle evidenze dell’ultima ricerca di Deloitte sull’Intelligenza Artificiale in Italia, presentate in anteprima nel corso della sesta edizione dell’Innovation Summit svoltosi al MAXXI di Roma.

L’evento, organizzato per approfondire l’impatto e l’evoluzione dell’AI su cittadini e imprese, ha visto la partecipazione di Enrico Maria Bagnasco, Ceo di Sparkle, Paolo Benanti, professore presso la Pontificia Università Gregoriana, Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr, Tom Davenport, professore distinto al Mit e al Babson College, Stefano De Alessandri, Ceo di Ansa, Luciano Fontana, direttore del Corriere Della Sera, Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica, Alessandra Poggiani, direttrice generale di Cineca, Cristina Rossello, consigliere ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, e Jaap Zuiderveld, vicepresident Emea di Nvidia.

Il report completo di Deloitte verrà presentato a gennaio 2024.

Come riporta l’AdnKronos, Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Central Mediterranean (Dcm) commenta: “Per garantire uno sviluppo etico e sicuro dell’Intelligenza Artificiale è necessario costruire una collaborazione pubblico-privato capace di garantirne una governance improntata al rispetto dei criteri Esg. Una priorità assoluta che sottolineiamo come Deloitte, ma che emerge con chiarezza anche dalla nostra ricerca: secondo il 70% delle imprese intervistate la collaborazione fra attori pubblici e privati sarà imprescindibile per delineare un quadro normativo equo ed efficace”.

Per la realizzazione dell’Intelligenza Simbiotica è necessario uno sforzo da parte di tutto l’ecosistema su tre direttrici principali:

consapevolezza;

formazione;

governance.

Proprio per questi tre punti principali Deloitte porta avanti un impegno con il Deloitte AI Institute,un istituto di ricerca sull’AI che verrà lanciato in Italia nelle prossime settimane, e con l’AI Demystification Program, un programma di formazione a supporto delle oltre 12 mila persone di Deloitte in Italia.  Importanti inoltre poche ma forti regole etiche, da supportare con l’adozione di politiche industriali e di sviluppo.

Deloitte ha sviluppato e adottato inoltre “Trustworthy AI”, un framework che promuove un’adozione dell’AI responsabile, affidabile e conforme alle normative; la progettazione di soluzioni simbiotiche “by design” che deve sempre essere svolta da team multidisciplinari e preceduta da una seria valutazione ex-ante di tutti gli impatti dell’adozione dell’AI.

Innovation summit, il pensiero delle imprese su intelligenza artificiale

Secondo la ricerca la maggioranza delle aziende intervistate (59%) utilizza attualmente soluzioni di Intelligenza Artificiale. Tra le soluzioni AI più utilizzate dalle imprese vi sono quelle per l’automazione, l’ottimizzazione e la gestione di processi (38%), l’analisi dei dati (16%), l’analisi e la gestione dei rischi (15%).

Meno frequenti l’uso di chatbot (13%), l’impiego per la formazione dei dipendenti (8%) e le applicazioni per la produzione di testo e/o immagini, usate solo dal 3% delle aziende nonostante il grande clamore mediatico di cui sono state protagoniste negli ultimi mesi. Solo nel 41% dei casi le aziende non hanno mai fatto alcun utilizzo di applicazioni Ai.

I limiti che frenano l’implementazione dell’AI sono la mancanza di conoscenze e competenze tecniche (40%), l’incompatibilità tecnologica con i sistemi attuali (37%) e la carenza di risorse finanziarie (31%), che nel caso delle aziende del Sud arriva al 47%.

Mentre il 35% è già pronta alla implementazione dell’AI, di contro il 53% guarda al medio periodo, confidando nella riduzione dei costi di questa tecnologia, che oggi risultano ancora proibitivi per la maggioranza (66%) delle imprese italiane.

Sostenibilità ambientale, l’interesse delle aziende

Le aziende in termini di sostenibilità ambientale, dimostrano maggiore interesse per le soluzioni AI che riguardano efficienza energetica (70%), riduzione dell’inquinamento (57%), economia circolare (41%) e prevenzione delle calamità naturali tramite strumenti predittivi (22%).

L’AI per il 20% potrebbe essere utile allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e l’8% ne sottolinea il potenziale nella protezione della biodiversità.

Le applicazioni più utilizzate dagli italiani

Sempre secondo il rapporto di Delotte quali sono invece le applicazioni di Intelligenza Artificiale che stanno entrando nella vita quotidiana delle persone? La più diffusa è la traduzione simultanea, usata dal 43% degli intervistati. Buoni i risultati anche per gli assistenti vocali (40%), le previsioni del traffico in tempo reale (37%).  Inoltre il 25% ha provato applicazioni per la generazione di testo, come ChatGPT e Bard, e il 15% è già convinto di continuarle a usare.

Troviamo ancora tra le applicazioni la guida autonoma di veicoli (provata dal 13% e il 4% la userà ancora), la creazione di contenuti artistici e multimediali (11%) e quelle per i servizi finanziari (10%).

L’amicizia con l’AI

Gli italiani metà curiosi e metà timorosi, auspicano che l’AI possa trovare applicazione soprattutto in campo medico (38%) e nella semplificazione burocratica (31%).

Il 28% degli italiani alla domanda “farebbe amicizia con un’intelligenza artificiale” ha dichiarato che lo troverebbero “inquietante” e il 31% dice “probabilmente no” non essendo interessato a familiarizzare con uno strumento tecnologico. Al contrario il 41% non esclude di “fare amicizia” con un’intelligenza artificiale.

Photo Credit: Depositphotos.

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