So Lunch, intervista a Luisa Galbiati

Luisa Galbiati, fondatrice dell'innovativa start up So Lunch, racconta tutta la bellezza di un progetto sociale e di autentica convivialità il cui slogan è "pranza come a casa tua"

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Si fa presto a dire pausa pranzo, si fa presto a dire social. Unire il gusto del mangiare all’arte della vera convivialità non è roba da ricchi, è questione di stile. So Lunch, la piattaforma digitale che mette in comunicazione gli utenti in una forma di cucina diffusa che non li “astrae” ma li porta a stare insieme, mangiando bene a a buon prezzo, è un golpe a favore della convivialità e dell’alimentazione più “curata”. Senza dimenticare le tasche, perché si risparmia e si guadagna.

Niente più file al bar, niente più vaschette di plastica per mangiare improbabili pasti davanti al pc mentre passa il tuo capo e ti guarda storto, niente più denti su pezzi di pizza gommosi, trangugiati di corsa mentre la moltitudine invasata della pausa pranzo prima della nuova era So Lunch spinge, sgomita e sgambetta alle terga.

L’ideatrice di So Lunch è Luisa Galbiati, milanese, imprenditrice, ex manager di un’azienda che lavorava con Confindustria, una laurea in economia e commercio e 2 master.

So Lunch, intervista a Luisa Galbiati

Luisa lascia l’azienda per dare vita a So Lunch. Non è dunque lo stereotipo dello “startupper” che cerca una occupazione nel mondo del job act. No, è una donna caparbia che decide di rimettersi in gioco altrove per portare la sua consolidata esperienza nella comunicazione anche nel mondo del food.

La incontro in una pausa pranzo romana, insomma, più che pranzo quasi orario di merenda perché a Roma si mangia tardi. Uno di quei giorni che non richiama propriamente l’ottobrata tipica. No, Roma sembra un po’ Calcutta nella stagione monsonica. Umidità “total body” e aria leggera quanto un dibattito sulla musica dodecafonica. Fortuna che la conversazione è scoppietante e che nella nota pasticceria romana dove si svolge l’intervista la temperatura è pari a quella che troviamo su Saturno (-191 gradi centigradi), insomma andiamo subito al punto. E ci si riscalda conversando.

So Lunch, intervista a Luisa Galbiati
Luisa, So Lunch fa sempre più “tendenza”. Raccontaci bene di cosa si tratta e come nasce

Tutto ha origine nel 2016 da un crowdfunding da 40 mila euro. Con SoLunch abbiamo creato l’”Airbnb 4.0” della pausa pranzo, una “cucina diffusa” ospitata da una piattaforma digitale che promuove relazioni reali: chi è a casa all’ora di pranzo apre le porte di casa e ospita, dietro rimborso della spesa, chi lavora o studia nelle vicinanze, permettendo così di pranzare come a casa propria, in ambiente familiare. Le persone socializzano e mangiano come a casa propria. In questo modo si garantisce un guadagno ai cuochi e si favoriscono nuove relazioni: la piattaforma abilita scambi, spunti di lavoro e dialoghi proficui e attenzione all’aspetto economico semplicemente aggiungendo un piatto in più sulla tavola. In Italia ci sono 17 milioni di persone inattive all’ora di pranzo, senza contare disoccupati e pensionati. La piattaforma le mette in “connessione”. La pausa pranzo così concepita aiutare ad abbattere i costi, favorendo la convivialità in un clima familiare.

Come funziona So Lunch?

Le persone si iscrivono gratuitamente sul sito solunch.it. Da quel momento chi vuole ospitare pubblica autonomamente la propria offerta, quando e quante persone vuole ospitare ed il rimborso che vuole realizzare. Chi vuole pranzare ha davanti la mappa di chi apre le porte di casa sua, sceglie, prenota e paga sulla piattaforma. Da una parte quindi abbiamo chi cucina in casa, dall’altra le persone che per un motivo o per un altro sono obbligate a pranzare fuori casa, 12 milioni di persone circa che lo fanno circa 4 volte a settimana con una spesa media di 13 euro a testa. La persona che cucina si sente più produttiva e “arrotonda” il bilancio familiare con qualche soldo in più. Lo “chef” non fa altro che pubblicare quando e come vuole cosa preparerà. Siamo anche noi social eating ma verticalizzati esclusivamente sulla pausa pranzo.

So Lunch, intervista a Luisa Galbiati

E per pagare?

Per pagare ci sono due sistemi di pagamento, la carta di credito e Satispay, una nuova startup italiana per il pagamento tramite smartphone. Nel momento in cui ho pagato, lo chef riceve una mail lo chef che dice “accendi i fornelli” e avvisa di chi viene a pranzo. Chi ha pagato, riceve l’indirizzo preciso dove recarsi. Ogni passaggio viene gestito dalla piattaforma in maniera da garantire la massima sicurezza sotto tutti gli aspetti.

Altre forme di “socialità” della piattaforma?

Dopopranzo entrambi votano l’esperienza per consentire una scelta più consapevole a tutti. SoLunch
supporta gli iscritti con corsi dedicati all’utilizzo dei social network, corsi sull’alimentazione e sul rispetto dell’ambiente per favorire la diminuzione degli sprechi alimentari. Un APS affianca la startup profit nel perseguimento degli obiettivi sociali organizzando attività off line per massimizzare l’aspetto relazionale.

So Lunch, intervista a Luisa Galbiati

Perché hai voluto credere in un progetto come questo?

Ho sempre pensato alla realizzazione di un nuovo modello di consumo della pausa pranzo che facesse leva su milioni di cucine già attive all’ora di pranzo, per “fare reddito” e migliorare gli stili alimentari generando un impatto positivo. L’innovazione crea un circolo virtuoso che trasforma i membri, prevalentemente donne, da soggetti potenzialmente svantaggiati a parte attiva di un processo di miglioramento economico e sociale, consentendo di integrare il reddito e arricchire le relazioni sociali. La comunità infatti, pur essendo digitale, incoraggia le relazioni face to face e raggiunge i suoi obiettivi in una sorta di welfare generativo senza costi pubblici poiché è economicamente autonoma in quanto il business model garantisce profittabilità. Tutti ottengono benefici perché diventano parte attiva del processo. Sempre in questa ottica facciamo eventi e organizziamo pubblicazioni e incontri per stimolare un consumo alimentare più responsabile. Soprattutto contro lo spreco. Abbiamo fatto alcune settimane fa a Milano una iniziativa con una associazione che si chiama Alveari urbani sul tema del miele. Sulla piattaforma abbiamo dato il via a un concorso di ricette da cui è nato anche un libro. Ora stiamo cercando “ambasciatori locali” per replicare il modello in altre città visto che attualmente siamo concentrati principalmente su Milano e su Roma. Prima o poi andrò a parlare di So Lunch anche alla Prova del cuoco per arrivare entro il 2020 a essere presenti in Europa.

Che risultati avete ottenuto fino ad ora?

So Lunch è start up particolarmente innovativa. Incuriosisce per la capacità di creare relazioni, economia e inclusione sociale attraverso la piccola ristorazione dando vita ad una comunità totalemente trasversale. Oggi siamo a circa 2000 utenti iscritti e tantissimi pasti scambiati, la stampa nazionale (La Repubblica, Corriere della Sera, Avanti, Rai Radiorai2-EtaBeta, RaiNews. VITA NO Profit, Famiglia Cristiana, Economy) e locale ha dedicato ampio spazio al progetto. Il Corriere Innovazione ci ha citato tra le 8 startup più promettenti per il 2017. Ora ne parla anche Green Planet News. La startup ha partecipato all’European Social Competition di Vienna, arrivando in finale su 1500 progetti di imprenditoria sociale. E poi ha ricevuto il digital award di Regione Lombardia e avviato uno “startup training” in Università Bocconi. A ottobre 2017 è stata tra le 10 startup italiane presentate a Marketing Forum 2017 a Philipp Kotler. Abbiamo vinto diversi premi e ora saremo a rappresentare le 15 startup (su 31 paesi) a rappresentare l’Italia al Social Innovation Tournement a Copenaghen a ottobre 2018.

So Lunch, intervista a Luisa Galbiati

So Lunch, il gruppo

Il team è composto da 3 fondatori e da un team di giovani professionisti preparati:

Luisa Galbiati Founder CEO & BIZ DEV, senior consultant e TM area Biz Dev. Mktg. Comunicazione. Social Innovation,accessibilità ai finanziamenti, founder network CFM e 3 aziende – 1 service company Confindustria- formatore, membro Cda ItaliaProfessioni Confcommercio e BizCLub MilanIN Associazione Vivaio .

Elena Seccia Co founder CCO
Senior consultant e TM area organizzazione, operations, qualità, comunicazione, formatore, direttore
formazione TUV, direttore comunicazione e formazione ICIM

Roberto Marmo Co Founder CTO PHD informatica, professore Uni PV Facoltà informatica, esperto database e sicurezza, esperto Social mktg

Omar Milini PM Developer, full stack developer

Sara Mangone
COO Community manager

Manolo Macchetta
Digital marketing

La storia di So Lunch

2015: Finalista dell’European Social Innovation Competition New Way to Grow 2015 tra 1.500 progetti
europei. Vincitore Digital Award 2015– Il coraggio di Innovare promosso dalla Regione Lombardia e da
Unioncamere

2016: Vincitore call Foundamenta-SocialFare Torino e call The Startup Training SDA Bocconi. Sette mesi di programma di accelerazione presso l’acceleratore di Imprese Sociali SocialFare Torino e 5 mesi di formazione accelerazione Lean Start Up SDA Bocconi.

SO Lunch è stato presentato al Ferrara Sharing Festival come piattaforma di sharing economy emergente e i founders sono stati invitati a Forum PA 2016 a Roma a discutere sulla proposta di legge sulla Sharing Economy.

Finalista a StartupCup Lombardia. Vincitore della call 1 Crowdfunding Civico del Comune di Milano. Attivazione di una Campagna Crowdfunding (raccolta di 40.000 euro). Invito a partecipare a Food Innovation Week 2016 alla Darsena di Milano, evento con il patrocinio del Comune di Milano e del Muncipio 6.

Sviluppo del progetto con la metodologia Lean startup. Test su Early adopter. Scelto tra i 10 progetti di Expop 2016, la vetrina di persone, idee e visioni per proporre una nuova idea di futuro per Milano promossa dall’Associazione Vivaio.

Dicembre 2016 Costituzione come startup innovativa

2017: marzo online con piattaforma MVP sviluppata grazie alle risorse ottenute con il crowdfunding.
Presentazione a Seed&Chips ’17 durante la giornata che ha visto la presenza di MR Obama. Evento
Aggiungi un posto a tavola con il patrocinio del Comune di Milano e Municipio 4 in occasione di Milano
Food Week 2017.

Inserito nella piattaforma Digital Social Innovation, il network europeo della digital social
innovation. Iscritta ad Assolombarda e inserita nella lista ufficiale degli attori della rete della Sharing
Economy di Milano promossa da Milano Smart City del Comune di Milano.

Ad ottobre 2017 è stata tra le 10 startup italiane presentate a Marketing Forum 2017 a Philipp Kotler in occasione dell’evento organizzato da E.on. 2018 accede al programma di imprenditoria femminile QCV Next Lab organizzato da QVC.

Costituzione CucinaDiffusa APS per diffondere un più consapevole stile di relazione, stile alimentare, di impatto ambientale e contro lo spreco alimentare attraverso organizzazione di eventi, pubblicazioni e advocacy.

Evento A Casa Mia come a Casa tua con il patrocinio del Comune di Milano in occasione di Milano Food
Week 2018. Finalista selezionata dalla Banca Europea degli investimenti a rappresentare le 15 startup (su
31 paesi) a rappresentare l’Italia al Social Innovation Tournement a Copenaghen a ottobre 2018. Finalista al contest per progetti ad alto tasso di innovazione sociale D4forNoProfit organizzato dalla Comunità di San
Patrignano.

 

 

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