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Agricoltura, nuova tecnologia ENEA contro tignola del pomodoro

ENEA ha messo in campo, tramite uno studio internazionale, una tecnologia per prevedere il potenziale invasivo di insetti dannosi per l’agricoltura in Europa e in Nord Africa ma anche in aree non ancora colpite

Nuove aree di Europa, Asia e America a causa del riscaldamento climatico potrebbero diventare ambienti favorevoli in pochi anni alla diffusione di insetti dannosi per l’agricoltura, come la tignola del pomodoro (Tuta absoluta), in grado di colpire le coltivazioni di pomodoro, patata e melanzana

Recentemente uno studio internazionale realizzato nell’ambito del progetto europeo MED-GOLD coordinato da ENEA e pubblicato su Biological Invasions ha realizzato una tecnologia resa disponibile grazie a una lunga collaborazione tra l’Agenzia e l’Università della California a Berkeley per prevedere il potenziale invasivo in Europa e in Nord Africa ma anche in aree non ancora colpite dalla tignola del pomodoro, come Stati Uniti d’America e Messico.

La tecnologia utilizzata da ENEA rispetto alla comune correlazione statistica tra presenza di una specie e clima osservato nella stessa località (il metodo più usato per stimare il rischio da specie invasive), in questo studio proietta la biologia stessa delle specie nel clima futuro, consentendo sia una maggiore affidabilità dei risultati sia la possibilità di valutare anche eventuali strategie di controllo e di eradicazione a livello territoriale.

“Abbiamo utilizzato modelli demografici basati sulla fisiologia che simulano la dinamica di popolazione di questi insetti in relazione agli scenari di cambiamento climatico e alle condizioni meteorologiche, compresi gli effetti di umidità e radiazione solare sulle temperature microclimatiche sperimentate dalle larve e dalle pupe all’interno della foglia”, spiega uno degli autori dello studio, Luigi Ponti, ricercatore del Laboratorio ENEA di Sostenibilità, qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari.

La tignola del pomodoro il potenziale invasivo

Originaria del Sud America, in particolare del Perù la tignola del pomodoro è una specie subtropicale identificata ad oltre 3mila metri di altitudine.

Il suo potenziale invasivo non è stato individuato fino a quando nel 2006 non ha raggiunto la Spagna, percorrendo in pochi anni, circa 4mila chilometri e raggiungendo ogni angolo del bacino del Mediterraneo, per poi espandersi a livello globale, dove ha causato anche problemi di sicurezza alimentare.

Tuta absoluta è arrivata a colpire in dieci anni il 60% della superficie mondiale di coltivazione del pomodoro, che comprende sei tra i dieci principali Paesi produttori (India, Turchia, Egitto, Iran, Italia e Spagna).

Di recente ha invaso anche il primo produttore mondiale, la Cina, risparmiando per il momento USA e Messico che sono rispettivamente il quarto e il nono produttore a livello mondiale.

“All’inizio nel 2006, i dati relativi alla ‘biologia termica’ di Tuta absoluta erano disponibili solo per temperature superiori ai 12 °C. Solo dopo l’invasione dell’Europa centrale, avvenuta nel 2015, gli studi sono stati ampliati al di sotto di quella soglia. Soltanto nel 2019 è stato chiarito come a temperature sottozero Tuta absoluta possa sopravvivere, cosa che conferisce a questa specie un potenziale invasivo molto elevato e purtroppo sottovalutato” – prosegue Ponti.

La tecnologia ENEA, nuovo strumento per salvare l’agricoltura

“Infatti, studi condotti per oltre un decennio – continua Pontidopo il primo ritrovamento della specie in Europa nel 2006 – basati su dati parziali – avevano identificato solo l’area costiera dell’Europa meridionale come ambiente favorevole al dilagare di questo parassita”.

“A fronte di questi dati è sorta la necessità di mettere in campo nuovi strumenti di studio che superassero i limiti dei tradizionali modelli che impiegano ‘solo’ i dati relativi alla presenza o all’assenza del parassita per trovare le correlazioni con il clima e prevedere così il potenziale invasivo”, spiega Ponti.

“Abbiamo ottenuto risultati straordinari: per effetto del riscaldamento climatico, secondo le nostre previsioni, al 2040 questo insetto si espanderà in modo considerevole verso nord e verso est in Europa, fino ad arrivare a zone dell’Eurasia ancora indenni; mentre Nord Africa e Medio Oriente diventeranno sempre di più luoghi inospitali a causa delle alte temperature. Infatti, abbiamo dimostrato che una temperatura superiore ai 25 °C ha un impatto sulla mortalità di Tuta absoluta 16,5 volte maggiore rispetto alle basse temperature, inferiori a 7,9 °C. Qualcosa di impensabile quando questo fitofago è arrivato in Europa, essendo noto come principale parassita del pomodoro in aree del Brasile con clima caldo simile alle zone costiere del Mediterraneo”, sottolinea il ricercatore ENEA.

Attualmente sono molti i Paesi in via di sviluppo sia in Africa che in Asia inclusi nell’espansione di questo insetto. Paesi dove le risorse per attuare politiche di prevenzione e di eradicazione dei parassiti sono insufficienti.

La tignola del pomodoro ha invaso in otto anni l’intero continente africano con una grave minaccia per la sicurezza alimentare e le perdite economiche sono state finora tra i 70 e gli 80 milioni di dollari l’anno.

Inoltre, Africa ed Asia hanno un’agricoltura caratterizzata da piccole aziende a conduzione familiare, molte delle quali non avevano mai utilizzato insetticidi prima delle recenti e repentine invasioni biologiche a carattere globale da parte di specie quali Tuta absoluta.

“Con questo studio vogliamo offrire un strumento efficace per migliorare la nostra capacità di prevenzione e di mitigazione delle attuali e future minacce all’agricoltura, come le specie esotiche invasive, che purtroppo tendono in genere a peggiorare per effetto dei cambiamenti climatici”, conclude Luigi Ponti.


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