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Il Geniere della protezione Ambientale e Climatica, sentinella del cambiamento climatico

Il Geniere della protezione Ambientale e Climatica è una nuova figura che nasce per dare sostegno ed aiuto ai comuni nell’affrontare le conseguenze drammatiche indotte dai cambiamenti climatici. Sono stati consegnati gli attestati del primo corso sperimentale europeo

Dai leader del mondo si alza alto l’invito ad una mobilitazione globale per la crisi climatica e ambientale. Anche nel nostro Paese, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso della sessione conclusiva dello Youth4Climate: Driving Ambition svoltosi a Milano, ha dichiarato “La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità. Abbiamo solo due opzioni. Affrontare ora i costi di questa transizione o agire più tardi, pagando il prezzo, molto più alto, di una catastrofe climatica”.

Occorre quindi agire, magari partendo dalle realtà locali. Pensiamo ai comuni, che ogni anno devono pagare un prezzo salatissimo, in termini economici e purtroppo spesso di vite umane, a fenomeni climatici senza controllo. L’estate appena trascorsa ci ha messo di fronte al disastro degli incendi in Calabria e Sardegna o ancora alle alluvioni di fine estate in Sicilia.

Foto di Tim Mossholder da Pexels

Il Geniere della protezione Ambientale e Climatica, la consegna dei primi attestati

Prevedere diventa fondamentale, così come predisporre tutti gli interventi necessari per limitare i danni. A questo scopo nasce una nuova figura che è quella del Geniere della Protezione Ambientale e Climatica (GPAC). Lo scorso sabato, 9 ottobre, presso la sede nazionale di Marevivo Onlus, nel suggestivo anfiteatro sul Tevere dello Scalo de Pinedo, si è svolta la consegna ufficiale degli attestati del primo corso sperimentale europeo rivolto ai professionisti che assisteranno i Comuni nella fase di adattamento ai cambiamenti climatici.

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Cosa fa un Geniere della protezione Ambientale e Climatica

Il ciclo formativo ha coinvolto non più di 50 partecipanti, anche in considerazione delle disposizioni anticovid. Sono al momento in lista di attesa altri 50 pre-iscritti, che potranno partecipare ad un prossimo corso.

Le lezioni hanno fornito ai partecipanti elementi scientifici, sociologici ed economici, indispensabili per aiutare i Comuni ad affrontare i fenomeni meteo-climatici indotti dai cambiamenti climatici, come, ad esempio, periodi di siccità, tempeste e inondazioni, bolle di calore pericolose per la salute umana, incendi boschivi, aumento di popolazioni di insetti nocivi all’agricoltura, presenze di meduse, pesci alieni e alghe tossiche provenienti da mari più caldi e così di seguito.

Foto di WikiImages da Pixabay

I primi “genieri”, già laureati in settori prevalentemente scientifici, provengono da tutta Italia e sono pronti ad affrontare questa sfida importante.

Il corso, collaborazioni e docenti

Il corso di formazione, primo in Italia e in Europa, nato dalla collaborazione tra l’Università di Roma “La Sapienza”, Marevivo Onlus, Eurispes, ATENA, Movimento Azzurro, Ecoitaliasolidale, Accademia Kronos e Sigea, è partito il 10 settembre scorso, presso il Dipartimento di Chimica dell’Università “La Sapienza”.

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Il Presidente scientifico del corso, Prof. Luigi Campanella, è stato coadiuvato dal Direttore del Dipartimento di Chimica Prof. Luciano Galantini. Le lezioni hanno visto il contributo, tra i docenti incaricati, di Diana Corradi,  biologa marina di Marevivo e Marco Marcelli, fondatore e responsabile del Laboratorio di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina (LOSEM) del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università degli Studi della Tuscia.

Per la Presidente di MarevivoRosalba Giugni: “Questi primi esperti avranno lo scopo di aiutare le amministrazioni pubbliche locali, come i comuni, nella fase di previsione e quindi di adattamento a fenomeni negativi indotti da un clima che va peggiorando su tutto il pianeta a causa del global warming. Formare le persone, renderle consapevoli e attive è una risposta concreta”.

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