Job in Country di Coldiretti per trovare lavoro nel settore agricolo

Coldiretti promuove la piattaforma Job in Country per mettere in comunicazione aziende alla ricerca di manodopera agricola e aspiranti lavoratori. Sempre rispetto alle norme di sicurezza imposte dall’emergenza Covid-19

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Job in Country di Coldiretti è la piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata dal Ministero del Lavoro che offre a imprese e lavoratori un luogo di incontro, prima virtuale on line e poi sul campo.

Si pone infatti l’obiettivo di mettere in contatto nei singoli territori i bisogni delle aziende agricole in cerca di manodopera con quelli dei cittadini che aspirino a nuove opportunità di inserimento lavorativo, in un quadro di assoluta trasparenza e legalità. L’attività è svolta direttamente nelle singole provincie attraverso le Società di servizi delle Federazioni provinciali ed interprovinciali della Coldiretti, secondo un modello di capillare distribuzione sul territorio.

Job in Country, come funziona?

La piattaforma Job in Country mette in contatto imprese agricole in cerca di manodopera con persone disposte a lavorare nei campi, anche senza esperienza, permettendo così di impiegare studenti, cassintegrati e pensionati. Le aziende inseriscono l’offerta con il profilo richiesto, mansioni, luogo e tempi, retribuzione, possibilità di vitto e alloggio. Mentre i candidati inseriscono il curriculum, dichiarano la propria disponibilità e aggiornano il profilo. Il database delle offerte e delle domande è distribuito su tutta Italia, e consente una ricerca per province e per comuni.

Tre gli obiettivi:

  1. Preservare l’approvvigionamento alimentare e soddisfare la richiesta dei consumatori.
  2. Dare lavoro a chi ha subito gli effetto della crisi.
  3. Evitare l’aumento dei prezzi.

Non c’è più tempo

La stagione della raccolta di ortaggi e frutta estiva è alle porte e, in alcune regioni, quella delle primizie è già iniziata. Solo che, tra lavoratori in quarantena e stranieri che sono rientrati nei Paesi di origine, nelle campagne mancano braccia e si sta gettando cibo. Se non si fa qualcosa per sopperire alla carenza di stagionali, secondo Coldiretti il 40% di frutta e verdura non raccolta resterà a marcire nei campi.

Il progetto di Coldiretti è stato avviato in autonomia in attesa che dal Governo e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del “voucher agricolo” che possa consentire a studenti, cassaintegrati e pensionati lo svolgimento in via straordinaria dei lavori nelle campagne.

Secondo le organizzazioni agricole i braccianti che mancano nei campi a causa del coronavirus sono circa 200 mila, a fronte dei circa 500-600 mila immigrati irregolari. Si calcola infatti che siano oltre 346.000 gli stranieri occupati nel settore, provenienti da 155 Paesi diversi.

Questi coprono il 26,2% del totale delle giornate di lavoro necessarie nelle campagne italiane. La stima dei posti vacanti è della Coldiretti, che ha messo insieme i dati comunicati dai responsabili del settore nei principali Paesi Ue.

Regolarizzazione dei migranti

Dopo settimane di discussioni e contrasti all’interno del governo, la maggioranza dei ministri ha dato il via libera alla regolarizzazione per sei mesi dei migranti irregolari. Il provvedimento prevede che gli immigrati con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 e non rinnovato possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo della durata di sei mesi. Un primo passo per contrastare il caporalato nei campi.

Regolarizzare significa anche togliere i migranti dalla morsa del ricatto della malavita organizzata e ristabilire un maggiore controllo del territorio insieme ad una maggiore tutela della salute collettiva. Un accordo importante perché, ricordiamo che il contributo della manodopera straniera, regolare ma anche purtroppo non regolare, è fondamentale per il nostro settore agricolo.

Le aziende agricole che assumono manodopera in Italia sono 220 mila. I lavoratori agricoli sono 1 milione e 200 mila: di questi, 1 milione e 50 mila sono a tempo determinato, cioè stagionali, mentre i restanti sono a tempo indeterminato. Sul totale dei lavoratori agricoli, circa 370 mila provengono da altri paesi. Dati della Codiretti.

Fonti: Coldiretti

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