La cicerchia, antico e attuale legume

La cicerchia è un legume tutto da scoprire, anticamente molto coltivato e molto usato nella tradizione gastronomica contadina. Vediamone alcune caratteristiche

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La cicerchia (Lathyrus sativus) è un legume, anticamente molto coltivato e molto usato nella tradizione gastronomica contadina. Attualmente vi sono piccole e ristrette coltivazioni prevalentemente in Puglia, Calabria, Umbria, Lazio, Molise e Marche. Pertanto è facile da trovare in queste regioni, un po più difficile nelle altre a meno che non si cerchi in negozi specializzati oppure in negozi virtuali online.

La pianta che produce la cicerchia, ha un ciclo annuale ed è molto rustica, crescendo bene in terreni difficili per altre piante, resistendo molto bene a climi tendenti alla siccità. Come gli altri legumi, la cicerchia è ricca di proteine, vitamine, sali minerali e fibre ma povera in grassi.

Riguardo al sapore, si potrebbe descriverlo tra il gusto dei piselli e quello delle fave o forse di ceci. Un sapore molto delicato e particolare, che colpisce positivamente chi la mangia per la prima volta. In zuppa o meglio ancora, con pochi aromi come rosmarino o salvia, da immergere solo per pochi minuti durante la cottura, per evitare che modifichino troppo il suo delicato sapore.

La cicerchia, prima in ammollo

Prima della cottura, essendo un legume secco, va messo in ammollo in acqua per almeno 24 ore e cosa molto importante, l’acqua dell’ammollo va buttata per poterli cuocere in acqua “pulita”. Questa importante precauzione serve per eliminare, un amminoacido, neurotossico per il nostro organismo se ingerito in grandi quantità.

Questa intossicazione causa il “latirismo” o “neurolatirismo” portando a disturbi comportamentali, paralisi degli arti inferiori o convulsioni. Niente timori, poiché l’acqua per “ammollarli” e la cottura, elimina quasi totalmente questo amminoacido tossico.

Inoltre, si dovrebbe mangiare cicerchia tutti i giorni e per un lungo periodo per avere problemi. Infatti, questa patologia (oramai rara), si riscontrava nei periodi di carestia quando i contadini si nutrivano quasi esclusivamente di cicerchia.

Non rimane che provarla con qualche buona ricetta della tradizione e anche su questo in seguito non mancheremo di darvi preziosi suggerimenti.

Foto in apertura: La Porta dei Parchi

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