Ultrabio: un’app che vigila sul nostro cibo

Un’alimentazione sana nasce anche da una attenta assunzione di contaminanti, cioè sostanze chimiche presenti quale risultato della produzione, lavorazione o trasporto di alimenti e mangimi. Rifacendosi ai dati dellì’autorità europea di controllo, l’EFSA, l’applicazione Ultrabio offre uno strumento di monitoraggio quotidiano

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Ultrabio: un’app che vigila sul nostro cibo. Si fa presto a dire mangiamo sano, ma quali e quante sostanze chimiche entrano nel nostro corpo ad ogni pasto non è agevole stabilirlo.

In Europa esiste un organismo, l’EFSA (European Food Safety Authority), cioè l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che effettua valutazioni del rischio in merito a una vasta gamma di prodotti chimici eventualmente presenti in alimenti o mangimi.

Questo lavoro viene svolto da un gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare. I contaminanti sono appunto sostanze chimiche non aggiunte intenzionalmente ad alimenti e mangimi che possono essere presenti in essi come risultato delle varie fasi della loro produzione, lavorazione o trasporto o prodursi a seguito di contaminazione ambientale e possono rappresentare un rischio per la salute umana e animale. L’EFSA collabora poi al processo di coordinamento della raccolta e della verifica dei dati da parte degli Stati membri.

Esiste però una reale difficoltà di analisi dei dati e delle indicazioni forniti dall’EFSA e la complessità è legata non solo ai calcoli da effettuare ma anche alla possibilità di accesso a dati attendibili sui livelli di contaminanti negli alimenti. Altri aspetti critici sono legati alla necessità di valutare non solo il singolo alimento ma l’intero pasto e di tenere in considerazione l’effetto della soggettività del peso corporeo.

Ultrabio: un’app che vigila sul nostro cibo

Si consideri che oltre il 50% della popolazione europea quando mangia assume anche sostanze chimiche pericolose superiori ai livelli soglia di sicurezza settimanali. Alcune fasce della popolazione, come ad esempio le donne in stato interessante, i neonati e i bambini entro i tre anni di vita o ancora chi soffre di allergie o intolleranze, risultano maggiormente esposte alle possibili conseguenze per la salute.

Ultrabio e i livelli di contaminazione

Ecco allora che la fondazione Toscana Life Sciences di Siena ed il Bioscience Research Center (BsRC), struttura di ricerca collocata al suo interno, hanno giustamente pensato che potesse nascere uno strumento che fosse di aiuto a conoscere realmente come ci alimentiamo. Da questa riflessione è nata Ultrabio, un’applicazione che permette, in maniera semplice, di accertare se il cibo utilizzato giornalmente e anche settimanalmente possiede o meno livelli pericolosi di contaminazione.

Ultrabio: un’app che vigila sul nostro cibo (foto ultrabio.it)

Come spiega Monia Renzi, amministratore delegato di Bioscience Research Center, l’applicazione “nasce per colmare le difficoltà relative all’analisi dei contaminanti assunti e quindi fornire un servizio alla collettività permettendo a chiunque con un semplice strumento informatico di applicare le linee guida EFSA e gestire semplicemente la propria alimentazione mantenendo i pasti consumati sotto la soglia settimanale di esposizione ai contaminanti chimici consigliata”.

I responsabili del Bioscience Reasearch Center ci tengono a precisare che non si tratta di un dispositivo medico, ma vuole soltanto rendere evidente la stima dell’esposizione teorica a sostanze chimiche potenzialmente pericolose utilizzando il dato associato dall’EFSA all’alimento generico e di mettere in relazione il dato di assunzione al proprio peso corporeo.

Ultrabio – aggiunge Monia Renzi – è stata pensata come un’applicazione e nelle fasi di sviluppo abbiamo cercato di semplificare al massimo l’interfaccia per l’utilizzatore. La semplicità del risultato finale non deve trarre in inganno: lo sviluppo dell’app è stato complesso ed ha richiesto oltre due anni di ricerca di personale esperto in contaminazione degli alimenti per trasformare l’intuizione iniziale in un prodotto reale e utilizzabile da chiunque. La maggiore difficoltà che abbiamo dovuto fronteggiare non è stata tanto lo sviluppo dei calcoli complessi che sono alla base della restituzione finale quanto piuttosto la creazione di un database completo con livelli di contaminazione scientificamente attendibili ed aggiornati per le oltre ottocento tipologie diverse di alimenti combinabili tra di loro”.

Come funziona Ultrabio

Chi utilizza l’applicazione inserisce i propri dati relativi al peso, sesso ed età e accedendo alla schermata che permette di inserire giorno per giorno le dosi di alimento consumato. Sono attivate anche funzioni specifiche per porre in condizioni di maggiore cautela le donne in stato interessante. Al momento dell’inserimento l’utente può visualizzare graficamente, per ogni sostanza chimica considerata, il livello di esposizione soggettivo rispetto alla soglia settimanale consigliata dall’EFSA. Ultrabio, prodotto pensato per non esperti, fornisce report giornalieri e settimanali per permettere la correzione di eventuali criticità bilanciando l’alimentazione e restando sotto la soglia settimanale prevista. L’applicazione è disponibile su Google Play e App Store.

Ultrabio: un’app che vigila sul nostro cibo (foto ultrabio.it)

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